Yvan Sagnet a Palazzo Tupputi per la presentazione del libro “Ghetto Italia”

Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 27 novembre 2016

Yvan Sagnet a Palazzo Tupputi per la presentazione del libro “Ghetto Italia”

Il ragazzo africano che si è ribellato ai caporali

La storia di Yvan Sagnet non è quella di un ragazzo qualsiasi. È una storia di impegno, solidarietà e soprattutto promozione alla legalità di cui si parlerà martedì 29 novembre, alle ore 19:00, presso Palazzo Tupputi-Laboratorio Urbano, con lo scrittore Giulio Di Luzio e l’attivista per i diritti umani Izio Monopoli.

Venuto dal Camerun in Italia nel 2008 con un visto di studio, Yvan si iscrive alla facoltà di Ingegneria delle Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, laureandosi nel 2013.

Facendo tesoro delle sue esperienze di vita, si impegna in prima linea contro il caporalato e lo sfruttamento dei braccianti agricoli: nel 2011, con altri compagni di lavoro, organizza uno sciopero contro gli imprenditori delle campagne di Nardò, in Puglia, in seguito al quale la magistratura arresta 16 persone appartenenti ad una organizzazione criminale attiva in quelle zone.

Copertina del libro "Ghetto Italia"

Copertina del libro “Ghetto Italia”

È solo grazie al suo impegno e alla sua determinazione che nel 2011 viene introdotto il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro nel Codice penale.

Nel novembre 2016 Sagnet è nominato “Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” dal Presidente Mattarella.

Dopo i successi di “Sulla pelle viva” e “Ama il tuo sogno”, il giovane camerunense scrive, insieme a Leonardo Palmisano, il libro “Ghetto Italia”, un reportage di storie raccontate da chi vive una situazione al limite della sopportazione fisica e psicologica; un incredibile viaggio nei ghetti disseminati tra il nord ed il sud della nostra penisola.

In seguito alla pubblicazione del volume, i due autori hanno ricevuto minacce e intimidazioni.

“Quello che sento di poter fare con queste righe è non lasciarlo solo. Senza il suo impegno, senza questo ragazzo africano e gli altri che hanno lottato con lui, non esisterebbe la legge contro il caporalato” scrive di Yvan lo scrittore Roberto Saviano.    

 




Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 27 novembre 2016