VOX POPULI | Differenziare le necessità

Attualità / Rubriche / Vox Populi // Scritto da La Redazione // 12 gennaio 2017

VOX POPULI | Differenziare le necessità

Lettera di una biscegliese che vive altrove

Intervento di Lucia Giacomino

Cari biscegliesi, caro sindaco,
mi faccio portavoce di tanti cittadini, che pur condividendo le ragioni della raccolta differenziata non ne apprezzano la modalità e con onestà intellettuale vi chiedo: perché la definite “porta a porta” piuttosto che “portone a portone”? Non vi sembrano esagerati sei bidoncini?

Ci saranno sulla strada i rifiuti di ogni famiglia, 6 contenitori per ciascuna da tenere in casa, magari sotto il letto per chi non ha spazio. Per una palazzina di 14 famiglie, senza un atrio predisposto, saranno ammassati bidoni sui marciapiedi. Non ritengo sia concepibile una tale modalità: basta documentarsi e mediare le esperienze positive in tanti comuni del centronord.

Lo scorso 22 dicembre, al risveglio, i vecchi cassonetti erano già spariti: la gente era confusa per il mancato preavviso, molti non erano ancora in possesso degli appositi contenitori.

Sono estremamente sconcertata dalla mancanza di rispetto verso coloro che sono soli, gli anziani, i disabili, gli stomizzati, chi ha gravi patologie, le cui esigenze non possono combaciare con questo nuovo meccanismo.

Sedetevi di nuovo a tavolino e provate a differenziare, innanzitutto, le necessità dei cittadini. Usate criteri che possano avere un minimo di buon senso! Un percorso simile rischia di diventare tutt’altro che ecologico, andando incontro ad una mancanza di igiene indiscutibile.

Sarebbero tante le cose da scrivere e anche se con ironia e nel pieno rispetto verso una società in continua evoluzione,  mi auguro che un futuro ambiente pulito scaturisca in primis dalla consapevolezza e coscienza che ogni cambiamento è un bene per tutti.

L’immagine di una città è immagine di cultura. La cultura è segno di comunicazione condivisione e interazione sociale e la mia cara Bisceglie, dove avrò sempre il piacere di ritornare, è parte della mia identità culturale, di ciò che nel bene o nel male mi ha trasmesso durante la crescita ma quando ci ritorno ogni volta la ritrovo con dieci passi in avanti e mille altri indietro.

Non chiudete la mia città in un contenitore vuoto: riempitelo di gesti, capacità e rassicurante interesse. Siete nel mio cuore, lì non c’è alcuna differenziata.




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