VIDEO | Walter Veltroni al liceo “da Vinci”: «Ricominciate a fare le cose insieme»

Cultura // Scritto da Cristina Scarasciullo // 12 dicembre 2015

VIDEO | Walter Veltroni al liceo “da Vinci”: «Ricominciate a fare le cose insieme»


Il politico e giornalista si è raccontato agli studenti

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Walter Veltroni autografa alcune copie del suo ultimo libro

Una storia malinconica, surreale, è stata oggetto di analisi nell’auditorium del liceo “Leonardo da Vinci” nella mattinata di venerdì 11 dicembre. A tenere vivo il dibattito il professor Raffaele Tatulli e Walter Veltroni, che, svestiti ormai quasi completamente i panni del politico, ha indossato quelli dell’intellettuale autore di “Ciao“.

Il romanzo edito da Rizzoli racconta del rapporto tra l’autore e suo padre, morto quando lui aveva un anno e per questo grande assente: una persona cui non riesce a dare corpo e che non riesce a sognare, perché non ne ricorda le fattezze. «Questo libro – dice – è lo strano dialogo tra un ragazzo di 37 anni che è il padre, e un uomo che potrebbe essere suo padre».

Un primo piano dell'ex direttore de "L'Unità"

Un primo piano dell’ex direttore de “L’Unità”

L’incontro tra i due avviene un ferragosto qualunque a Roma, sul pianerottolo della casa in cui il padre ha vissuto. Da quel momento i due, che paradossalmente hanno età anagrafiche tali da poter invertire i ruoli, passano quel tempo che non hanno mai vissuto insieme raccontandosi quelle storie di vita che non hanno mai potuto condividere.

Attraverso le pagine del suo libro Veltroni racconta l’atmosfera degli anni Cinquanta e di come suo padre svolgesse il suo lavoro, prima a capo delle radiocronache sportive e poi dirigendo il telegiornale della Rai. Quello che emerge da questa storia è un’Italia in fieri che è passata dalla generazione della speranza a quella dominata dalla paura. Veltroni è convinto nel riternere di non avere nostalgia del “tempo di suo padre” perchè pensa anche che quella società, vivendo solo di speranze non si rendeva conto delle cose negative che capitavano: al contrario, oggi, essendo dominati dalla paura tendiamo sempre più ad isolarci e l’invito del giornalista è quello di fare le cose insieme, perché è il modo per combattere la solitudine.  «Penso – continua Veltroni – che la nostra società abbia meno padri di prima. Allora tutte le figure maschili che avevano più potere di noi assumevano un ruolo paterno».

Un momento dell'incontro

Un momento dell’incontro

Tante le domande che gli studenti hanno potuto rivolgere all’autore. «Il fatto che la nostra sia una società di orfani di padre – ha riposto Veltroni agli interrogativi sollevati da una ragazza – non è un fatto totalmente negativo. Da un certo punto di vista ha portato libertà di scelta per i figli, ma allo stesso tempo ha causato una gran perdita di umiltà: siamo convinti oggi di essere autorizzati a far tutto, ma non è così». L’autore ha ammesso la sua difficoltà nello scrivere il libro e di aver pianto facendolo, e di essere consapevole di cosa significhi l’assenza di un padre, ma di non poter capire cosa vuol dire perderlo. Una cosa però ha imparato dall’esperienza di suo padre: «Il traguardo non è sempre dove tu pensi che sia. A volte può trovarsi anche molto prima ed è per questo che bisogna godersi la vita, non risparmiarsi mai».

Foto di gruppo con alcuni insegnanti del liceo "Leonardo da Vinci"

Foto di gruppo con alcuni insegnanti del liceo “Leonardo da Vinci”

Quando dal pubblico gli si chiede un’opinione sulla politica oggi e perché i giovani siano così lontani da questo mondo, Veltroni risponde che «I giovani non incontrano la politica perché è la politica che non incontra loro».

L’incontro si è concluso con un sentito ringraziamento dal parte del professor Tatulli a Veltroni, il quale si è detto soddisfatto per la partecipazione da parte degli studenti al dibattito e per le domande che gli sono state rivolte, e la consueta firma copie.

VIDEO | Walter Veltroni presenta a Bisceglie il suo libro “Ciao”

Cristina Scarasciullo

Chi è Cristina Scarasciullo

Cristina Scarasciullo ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo "Da Vinci" di Bisceglie, ed è iscritta alla facoltà di scienze della comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro". Collaboratrice di Bisceglie in Diretta, coltiva il sogno di diventare una giornalista d'inchiesta fin da bambina. Il suo punto di riferimento è Giancarlo Siani.




Cultura // Scritto da Cristina Scarasciullo // 12 dicembre 2015