VIDEO / Il grande regista Emir Kusturica inaugura Palazzo Tupputi e celebra il ventennale di “Underground”

Cultura // Scritto da Grazia Pia Attolini // 18 gennaio 2015

VIDEO / Il grande regista Emir Kusturica inaugura Palazzo Tupputi e celebra il ventennale di “Underground”


Avrebbe dovuto inaugurare il laboratorio di cinematografia a Palazzo Tupputi nella serata del 16 gennaio (leggi qui) e invece uno sciopero aereo lo ha portato a Bisceglie solo il giorno successivo.

L’ imprevisto divenuto piacevole, ha permesso invece una seconda affollatissima puntata dell’inaugurazione degli spazi laboratoriali   gestiti da Solares – Fondazione delle Arti di Parma  E Cineclub Canudo all’interno del prestigioso esempio di architettura rinascimentale pugliese, che riapre le porte alla città a seguito dei lavori di ristrutturazione, grazie al finanziamento regionale «Bollenti Spirit» e al cofinanziamento del Comune di Bisceglie per la realizzazione del Laboratorio Urbano“STEAM”.

Ad onorare i presenti, con l’inaugurazione della mostra del ventennale di Underground, il suo film più famoso, l’attore, scrittore, docente per la Columbia University e musicista, ma soprattutto grande regista, Emir Kusturica, che per la prima volta (prima perché si è fatto strappare la promessa che ce ne saranno delle altre) è stato in visita alla città dei Dolmen lasciando tutti senza fiato. Personaggio più unico che raro nel panorama del cinema delle ultime stagioni, ha negli anni ’90 dettato tante mode, tra cui quella che ha portato l’Europa a puntare l’attenzione alle culture balcaniche attraverso l’arte, il cinema, la musica, la danza e il turismo.

Emir Kusturica e Francesco Spina

Emir Kusturica e Francesco Spina

Durante la serata, l’emozione sui volti di tutti (il sindaco Spina, il consigliere comunale Rachele Barra, gli organizzatori e il pubblico) è palpabile. E l’attenzione ad ogni singola sillaba pronunciata dal mito che si incarna tra le mura di casa è rotta solo dagli applausi: 2 minuti prima, 2 minuti durante, 2 minuti alla fine della conversazione. Perché in fondo anche quel genio un po’ folle e simpatico che è Emir Kusturica, è uno che non si fa pregare, anche se potrebbe. Perché nella vita ha sempre vinto e non potrebbe essere altrimenti.

La serata, introdotta da Antonio Musci del Cineclub Canudo e Andrea Gabetta di Solares, fuori ogni schema, è una chiacchierata quasi amichevole con il cineasta che risponde alle domande del pubblico, fa autoironia e ringrazia tutti quelli che hanno desiderato festeggiare, con una mostra fotografica ed un dibattito affollato di appassionati e curiosi, il ventennale del film che gli è valso la seconda Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1995 e il Premio Federico Fellini.

tn_IMG_0750«Non volevo essere un profeta- spiega a proposito del film – ma quello che racconta Underground è esattamente quello che accade nei reality show di oggi: quando i rifugiati escono dal sottosuolo e vedono uomini in divisa nazista, pensano che la guerra non sia finita e finiscono per uccidere dei semplici attori che volevano girare un film sulla Seconda Guerra Mondiale. Il film fu una reazione alla guerra civile in Jugoslavia e poi in Kosovo».

Tra un aneddoto e l’altro, riflessioni filosofiche e spiegazioni di metodo, Kusturica fa riemergere il suo “Underground”, le sue memorie dal sottosuolo senza nascondere un pizzico di amarezza sul nuovo modo di fare cinema cui porta l’avanzamento tecnologico spinto degli ultimi dieci anni: «Il futuro del cinema è senza dubbio a portata di click. Tutti vedranno i film al pc, dove gli errori, i difetti e i pregi di ogni pellicola, sono otto volte più visibili. Ma le proiezioni sul grande schermo non moriranno del tutto: ci saranno quelle poche e buone sale nelle grandi capitali dove si potrà ancora assaporare la profondità che trasmette un prodotto, dove, oltre all’intrattenimento ci si potrà fermare a riflettere sulle idee, quelle da cui nasce il cinema-filosofia».

Non potevamo aspettarci presagio diverso dal regista che ha trovato nel neorealismo italiano, nel realismo poetico francese e nel cinema della propaganda sovietica le sue fonti di ispirazione. E chissà che non si concretizzi: di qui a qualche decennio potremmo dire  Kusturica doppiamente profeta.

Nel video che segue il servizio di Serena Ferrara

Grazia Pia Attolini

Chi è Grazia Pia Attolini

Giornalista pubblicista, laureata in Lettere moderne, sta completando gli studi universitari in Filologia Moderna. Attualmente è in Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile e si occupa di comunicazione, social media, stampa, diffusione della conoscenza. Redattrice di Bisceglie in Diretta dal 2010, ha ricoperto anche la carica di segretario di redazione. Ha collaborato con Radio Centro e si occupa della presentazione di eventi e incontri culturali. Responsabile della comunicazione dell'associazione Giovanni Paolo II, intervista personalità di spicco del Vaticano, del mondo dello spettacolo e della società civile. Attiva nel sociale e nel volontariato, è anche capo scout.




Cultura // Scritto da Grazia Pia Attolini // 18 gennaio 2015