Unioni civili, opinioni contrastanti a Libri nel Borgo Antico

Libri nel borgo Antico // Scritto da Graziana Ciccolella // 27 agosto 2016

Unioni civili, opinioni contrastanti a Libri nel Borgo Antico

Alessandro Taurino e Massimo Gandolfini ospiti della rassegna letteraria nel centro storico di Bisceglie

Non solo cultura. Libri nel Borgo Antico ha confermato la vocazione al confronto aperto tra opinioni di segno opposto, come nel caso dello scottante tema delle unioni civili, discusso in due location differenti alla presenza di due autori che hanno esposto ciascuno le proprie ragioni.

Alessandro Taurino, autore del libro "Due papà due mamme"

Alessandro Taurino, autore del libro “Due papà due mamme”

Alessandro Taurino ha presentato, nella splendida cornice di palazzo Ammazzalorsa, il suo “Due papà due mamme. Sfatare i pregiudizi” edito La Meridiana. Un’opera che, come ci ha tenuto a precisare l’autore, «tratta di genitorialità in generale, non solo di genitorialità omosessuale».

Taurino, docente di Psicologia dello sviluppo e Psicologia sociale, ha sottolineato il bisogno di una legge che proteggesse e garantisse i diritti delle ‘famiglie arcobaleno’. «La genitorialità non è una situazione futura e in forse ma è una realtà che già esiste. Abbiamo la necessità di tutelare, oltre gli adulti omosessuali che vogliono vivere questo tipo di esperienza, anche i bambini delle coppie gay».

Il libro, diviso in tre parti, è aperto da una riflessione sul tema della famiglia. È opinione diffusa che una famiglia sia costituita da una madre, un padre e dai figli ma questo non è l’unico modello famigliare esistente. Siamo circondati da una pluralità di modelli di famiglia che differiscono dalla struttura ‘standard’; esistono famiglie monogenitoriali, separate e questi non sono gli unici casi. L’autore salentino ha spiegato quanto questa distinzione di famiglia non sia necessariamente importante.

«Non è la struttura del nucleo familiare che rende una famiglia una buona famiglia ma la qualità dei rapporti interni. Una delle domande che mi viene posta più spesso è: i genitori omosessuali hanno le giuste competenze per crescere un figlio? Non c’è propriamente una risposta. I genitori dello stesso sesso non sono migliori né peggiori: ciò che garantisce un adeguato esercizio della genitorialità non è l’orientamento sessuale ma la capacità di dimostrare affetto, comprensione, stabilità e protezione».

L’autore ha scritto “Due papà due mamme” con l’intento di sfatare i pregiudizi: non è vero che nella crescita di un bambino sono essenziali sia una figura maschile che femminile; due padri possono trasmettere, attraverso le loro capacità genitoriali, esattamente quanto può trasmettere una donna.

Massimo Gandolfini, autore di "L'Italia del Family day"

Massimo Gandolfini, autore di “L’Italia del Family day”

Opinioni fortemente contrastanti sono state espresse poche ore più tardi in piazza Duomo da Massimo Gandolfini, che ha presentato in anteprima nazionale “L’Italia del Family day”. In una piazza gremita, il neurochirurgo e psichiatra divenuto famoso per essere l’organizzatore del Family day ha spiegato le ragioni del suo movimento contrario alle unioni civili e all’adozione di bambini da parte di persone dello stesso sesso.

«Votai a favore della 194/78 sull’interruzione volontaria della gravidanza. Ora mi rendo conto che quella legge era, in realtà, una trappola. La logica che spinse me, come molti altri cattolici, a votare favorevolmente, fu che io non avrei mai fatto una cosa del genere, ma perché avrei dovuto impedire ad un’altra persona atea di farlo?» ha sostenuto Gandolfini. «Era un pensiero sbagliato. Se siamo convinti che una cosa è male, è male per tutti» ha chiosato.

«Perché il Family day? Perché su un tema importante come la famiglia si sta agendo con superficialità. Non esistono diversi modelli di famiglia. La famiglia è, secondo l’articolo 29 della Costituzione, una società naturale fondata sul matrimonio. Non si tratta di un tema solo religioso!»
L’autore, precisando di non essere omofobo, ha specificato come sia giusto che i diritti civili legati alla persona vengano riconosciuti ma ha anche sottolineato come ciò non abbia nulla a che vedere con la famiglia, definendo i rapporti fra pari sesso anti-evoluzionistici.«Ognuno di noi ha il dovere verso la propria coscienza di intervenire quando una cosa è sbagliata. Le unioni civili non c’entrano niente con il matrimonio, perché hanno caratteristiche differenti».

Gandolfini ha poi rincarato la dose: «Quello che conta alla fine non è l’amore, i bambini hanno diritto ad avere una mamma ed un papà. Adesso i transessuali stanno rivendicando il diritto ad avere la maternità? Ma è civiltà? È degno di un popolo civile?»

Non sono mancate, da parte dell’autore, critiche al premier Matteo Renzi e al suo modo di fare politica. «Chi porta avanti una politica di questo tipo ha un’idea di distruzione dell’uomo. Io non ho alcun interesse politico, né di partito. La missione che il Signore mi ha affidato è differente» ha affermato il neurochirurgo. «È un caso che la prima telefonata ricevuta dal primo ministro Renzi sia stata da parte di Barack Obama, che si complimentava con lui per la legge sulle unioni civili?» ha chiesto retoricamente.

Salutato alla chiusura da applausi scroscianti, Massimo Gandolfini ha espresso la sua indignazione verso la legge che ha introdotto, anche in Italia, le unioni civili. Riguardo un tema così delicato e che ha significative ripercussioni sul benessere di una parte di popolazione è possibile parlare di “missione del Signore”? Bisognerebbe forse pensare alle reali necessità dei bambini: una madre e un padre che rispettino i canoni di famiglia imposti dalla società o due figure genitoriali che siano in grado di donare loro amore, comprensione e protezione?

Graziana Ciccolella

Chi è Graziana Ciccolella

Studentessa. Appassionata di musica, libri e fotografia. Da grande, le piacerebbe diventare una giornalista.




Libri nel borgo Antico // Scritto da Graziana Ciccolella // 27 agosto 2016