UN’AREA PROTETTA TRA BISCEGLIE E MOLFETTA

Ambiente / Attualità / Politica // Scritto da Serena Ferrara // 17 novembre 2013

UN’AREA PROTETTA TRA BISCEGLIE E MOLFETTA


barbanente

L’evento era stato organizzato da Idv, Pd e SeL, nel solco di un percorso avviato nel corso della campagna elettorale per Angarano sindaco, ma ha finito per incontrare i favori di tutti.

Inclusi quelli del sindaco Spina, che circa il Piano Paesaggistico Regionale (PPTR) di recente adozione, si schiera tra i sindaci che non polemizzano, ma plaudono, approvano, scoprono le opportunità contenute nel documento che da qui al futuro deciderà la destinazione urbanistica dell’intera Puglia.

Il primo cittadino è tanto in sintonia con l’assessore Barbanente, relatrice nel convegno organizzato sabato 16 novembre presso Palazzo Ammazzalorsa dalla coalizione di centrosinistra, da arrivare ad affermare che “la cosa mi crea una certa inquietudine in termini di identità politica, ma poi capisco che chi ha passione e lavora senza interessi speculativi, non può che pensarla allo stesso modo, circa la gestione del territorio. Al nuovo PPTR, eccetto alcune osservazioni presentate alla Regione, ci siamo adeguati benissimo. Vorremmo estendere i vincoli a strutture non vincolate, nel segno di quell’atto di indirizzo stilato nel 2007, con una delibera di consiglio comunale che tutela e valorizza ipogei e trulli. Abbiamo recentemente salvato il casolare rustico nei pressi dell’ospedale segnalato dall’associazione Bisceglie Vecchia Extramoenia, mentre vorremmo chiarire alcuni vincoli incompatibili con i progetti in corso di attuazione nella zona industriale e nella zona 167. Quanto alla zona Pantano – Ripalta, siamo disponibili al confronto, anche se ci pare che la tutela regionale, si da sola forte e sufficiente a scongiurare l’urbanizzazione dell’area.

La logica del nuovo Piano Paesaggistico, ha spiegato la Barbanente, è quella della tutela e della riqualificazione dell’esistente, coniugate alla promozione di una cultura della valorizzazione del paesaggio che ancora manca in troppi contesti. Termini chiave del nuovo piano:
la “vestizione dei vincoli” (non solo riperimetrati, ma completati da indirizzi, direttive e prescrizioni);
la responsabilizzazione dei Comuni (che laddove adotteranno piani regolatori adeguati , nel contesto di un PPTR adeguato, potranno considerare come non vincolanti le autorizzazioni delle soprintendenze);
la “certezza dei vincoli” (fino ad oggi perimetrati approssimativamente se non addirittura solamente in termini narrativi).

E infine l’ampliamento dei siti messi a tutela (da 1000 ad 8000 beni culturali tutelati, alcuni solo con vincolo diretto, altri anche con vincolo paesaggistico) e l’inclusione nel Piano di strutture geomorfologiche non contemperate dal Codice Paesaggistico e di un capitolo dedicato al sistema vegetazionale.
Grande importanza sarà data al lavoro dei Comuni – ha spiegato l’ass. Barbanente – che potranno agire sui propri piani regolatori senza varianti, ma semplicemente integrando e aggiornando i piani esistenti. Mi auguro che gli enti locali escano dalla logica di una pianificazione strettamente municipale, visto e considerato l’uso che ciascun cittaino fa del territorio, che  è ormai un uso allargato: si vive a Bisceglie, si studia o lavora a Bari, si va a cinema a Molfetta e si passeggia a Trani”.
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Circa l’area protetta, presentata con dovizia di particolari dal vicepresidente del Wwf Puglia dott. Mauro Sasso, l’assessore ha chiarito: le aree marine protette non rientrano nelle competenze regionali, ma ministeriali. Ma è importante, e qui il ruolo del Comune di Bisceglie, che venga garantita la salvaguardia della parte prospiciente il mare, l’intera area a terra, evitando che i fenomeni di erosione, spesso causati dall’impermeabilizzazione di decenni di cemento ed asfalto, possano essere alimentati dall’azione umana“.

L’idea, ha spiegato il dott. Sasso, che da 15 anni porta avanti una battaglia strenua e senza bandiere per la valorizzazione dell’area Pantano – Ripalta, è quella di partire dal poseidoneto di San Vito in zona Torre Calderina e mettere in rete i comuni di Bisceglie e Molfetta con i poseidoneti di Torre Guaceto e Porto Cesareo. “Le aree marine protette – ha spiegato il dott. Sasso – hanno dimostrato in ogni caso di portare benessere alle comunità locali. Assicurerebbero alla zona Pantano – Ripalta, oggi improduttiva anche in termini turistici, uno sviluppo nel segno della sostenibilità“.

Certo, i problemi da risolvere a monte non mancano, ma la strada è percorribile. Come sottolineato in successivi interventi dal consigliere comunale Pd Angelantonio Angarano e dal già consigliere Sel Giovanni Papagni, c’è da risolvere la questione dello sbocco delle acque reflue al Pantano e da prevedere interventi di bonifica nell’area antistante il poseidoneto. Ma “con due Comuni, Bisceglie e Molfetta favorevoli, con un Ministero che punta tutto sulle aree marine e sulla biodiversità e con la Regione che vi spinge ad agire, se davvero lo vorrete, l’area si farà“. Così, l’augurio del relatore dott. Cesare Veronico, presidente del parco dell’Alta Murgia, unico parco italiano ad ottenere il nullaosta per la Carta Europea per il Turismo sotenibile.

Per sapere se l’istituzione dell’area sarà o meno accolta a livelli ministeriali, non si dovrà attendere ancora molto. Mercoledì 20 novembre, il dott. Sasso e gli organizzatori del convegno di sabato 17, saranno già a Roma dal Ministro per l’Ambiente Andrea Orlando a presentare la bozza di progetto per l’istituzione dell’area. 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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