Una triste vicenda di fredda burocrazia

Cronaca // Scritto da Vito Troilo // 5 settembre 2014

Una triste vicenda di fredda burocrazia


Il caso della richiesta di indennizzo per spese funebri presentata dagli uffici comunali nei confronti dei familiari di Maria Dorotea Di Sia, la 26enne salernitana morta nel tragico incidente stradale dello scorso 13 maggio sulla litoranea di Ponente, ha assunto una eco limitata sulle pagine dei quotidiani cartacei in edicola venerdì.

La tempestiva presa di posizione del sindaco di Bisceglie Francesco Spina, che ha chiesto scusa alla famiglia della sfortunata giovane campana, ha spento subito il fuoco delle polemiche che avrebbe rischiato di rendere un cattivo servizio all’immagine della nostra città nel panorama nazionale.

L’intervento del primo cittadino, che ha immediatamente bloccato il provvedimento di recupero della somma di 650 euro, chiesta a titolo di rimborso per le spese di trasporto della salma dal luogo del sinistro stradale verso l’obitorio dell’ospedale civile “Vittorio Emanuele”, ha evitato a Bisceglie un’ulteriore brutta figura.

L'immagine del tragico impatto catturata da Pinuccio Rana e nel riquadro la giovane vittima Maria Dorotea Di Sia

L’immagine del tragico impatto catturata da Pinuccio Rana e nel riquadro la giovane vittima Maria Dorotea Di Sia

Il Corriere del mezzogiorno, dorso regionale del Corriere della Sera, in un fondo in prima pagina, peraltro non firmato, titola: «Muore in incidente, il Comune fattura». Il pezzo è quasi del tutto speso per descrivere la legittima indignazione espressa in una video intervista (che abbiamo pubblicato) da Raffaele, il fratello della vittima.

Al sindaco sono state concesse solo tre righe per porgere le scuse ma non è stata fatta alcuna menzione alla decisione di Spina di non procedere ad alcuna richiesta economica verso la famiglia Di Sia.

L’inserto Bari di Repubblica ha dato un risalto minore alla vicenda, pubblicando la notizia di spalla a pagina 5: «Muore per incidente. Comune chiede i soldi del carro funebre» il titolo scelto dal quotidiano. In questo caso è specificato, fra le dichiarazioni del sindaco, che il comune avrebbe provveduto a liquidare le spese all’agenzia funebre senza rivolgersi ai congiunti della ragazza.

La spiacevole vicenda riporta l’attenzione sull’eccessiva freddezza di una burocrazia che non ha tenuto conto del fatto che la giovane Maria Dorotea Di Sia non fosse alla guida dell’Audi A6 che, a velocità piuttosto sostenuta, terminò la sua corsa contro un pilastro in cemento armato di una villa in costruzione su via Tommaso Todisco stroncando la vita della 26enne.

Nata a Battipaglia nel 1988, diplomata al liceo artistico di Teggiano, nel Cilento, Dorotea (per gli amici) si era trasferita da Policastro Bussentino (Salerno) a Vertemate con Minoprio, in provincia di Como, per studiare all’Accademia delle belle arti di Brera. Nel piccolo comune lombardo aveva conosciuto il fidanzato biscegliese con il quale lavorava, quando non era impegnata negli studi, in un’osteria-enoteca.

Un pizzico di accortezza e umanità avrebbe evitato uno strascico così inutilmente doloroso. L’intervento del primo cittadino, ovviamente ignaro del fatto che fosse partita una simile richiesta, impedirà ulteriori ferite nell’animo di una famiglia che ha già sofferto troppo. E che merita, adesso che grazie a Dio questa storiaccia ha avuto fine, il rispettoso silenzio di tutti.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Cronaca // Scritto da Vito Troilo // 5 settembre 2014