Una biscegliese alla conquista dell’universo. Il viaggio nella materia di Lucia Silvestris

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 13 marzo 2015

Una biscegliese alla conquista dell’universo. Il viaggio nella materia di Lucia Silvestris


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Un momento della serata

Da Bari sono in 30 ad aver lavorato alla costruzione del “supermicroscopio” più potente del mondo: l’acceleratore di particelle LHC  che ha dimostrato l’esistenza del cosiddetto Bosone di Higgs, quella particella, scoperta nel 1964, che conferisce consistenza (massa) a tutto l’esistente.

E tra questi 30 che lavorano per il CERN di Ginevra, c’è anche la biscegliese (e non è la prima) Lucia Silvestris.  Dal 1992 ricercatore per l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e dal 2014 project manager per il programma “Fase II del CNS”, ha già scritto, sull’argomento, 650 pubblicazioni per riviste scientifiche internazionali.

 Rotary, Interact e Rotaract Bisceglie, i tre club della famiglia rotariana, sono riusciti ad averla ospite della serata dedicata per eccellenza alla cultura condivisa e tramandata alle giovani generazioni: la della Settimana Mondiale del Rotaract, che cade nel mese rotariano dedicato all’Alfabetizzazione.

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Il presidente Rotary Gianni Cassanelli omaggia del gagliardetto del club Lucia Silvestris

A lei, il compito di alfabetizzare, in materia di fisica nucleare, un pubblico di tutte le età composto di 150 persone curiose di sapere cosa accade nel luogo magico in cui non-tempo e non-spazio si incontrano per riprodurre e così spiegare le origini dell’universo.

Cosa succede dentro e attorno al CERN e che ruolo gioca l’Italia nella ricerca? sebbene la materia complicatissima, Lucia Silvestris ha la capacità di rendere ogni concetto elementare. E così, partendo dalle basi della fisica quantistica, tracciandone la storia e le prospettive future, parla del suo lavoro attorno ad LHC, la macchina più incredibile mai concepita dall’uomo.

Per costruire l’acceleratore, che pesa 14.000 tonnellate e ha le dimensioni di un edificio a 4 piani. ci sono voluti 16 anni, 7.000 km di cavi conduttori e uno staff di 10.0000 scienziati provenienti da 113 paesi differenti. L’investimento è stato di 6 miliardi di euro. L’Italia, che ha contribuito alle spese per il 12,3%, ha già guadagnato più di quanto investito: realizzando il 20% degli elementi interni e il 26%  degli esterni degli apparecchi di rilevazione, ha guadagnato, per ogni euro speso, il triplo della cifra.  Senza contare  gli “efetti collaterali” in termini di conoscenze e competenze,  know how e tecnologie applicate poi ad altri settori della scienza: il trattamento dei tumori, la PET lo studio dei coni vulcanici, le applicazioni ai beni culturali, gli spin off informatici, le applicazioni al mondo della telecomunicazione.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 13 marzo 2015