Docenti contro La Buona Scuola, flash mob in Piazza Vittorio Emanuele

Attualità // Scritto da Fabrizio Ardito // 23 aprile 2015

Docenti contro La Buona Scuola, flash mob in Piazza Vittorio Emanuele


Un centinaio di lumini per terra, uomini e donne in cerchio, per mano, in silenzio, tutti vestiti di nero. E’ il flash mob di coloro i quali non vedono nulla di buono ne “La Buona Scuola” di Renzi, che si è tenuto in Piazza Vittorio Emanuele: un’improvvisa assemblea di insegnanti vestiti di nero, autoconvocata tramite i social come nella buona tradizione di queste manifestazioni, ha occupato il centro Palazzuolo in una rappresentazione artistica per difendere la scuola pubblica.

Con un lume cimiteriale in mano acceso, più di 100 docenti in total black sono stati in assoluto silenzio per 5 minuti, prima di dileguarsi nella stessa maniera in cui si sono autoconvocati al segnale di un fischietto. Altre località italiane sono state invase da queste assemblee di docenti, come le piazze delle grandi città (Roma, Milano, Napoli, Bari, Torino), ma anche centri minori come Molfetta, Corato o Andria.

Le motivazioni della protesta silenziosa sono note: «La Buona Scuola trasforma la scuola pubblica da comunità ad azienda, in cui si danno troppi poteri decisionali ai dirigenti scolastici si cancellano i diritti dei docenti» tuonano gli organizzatori che a breve rilasceranno una nota stampa. «Della consultazione online – proseguono i manifestanti – fatta da Renzi non hanno preso in considerazione nessuno dei nostri consigli o delle nostre proposte».

Di seguito una carrellata di scatti a cura di Fabrizio Ardito.

Fabrizio Ardito

Chi è Fabrizio Ardito

Giornalista pubblicista dal 2012, è studente di Marketing e Comunicazione. E' l'ispiratore dello spazio web del giornale cartaceo (all'inizio per l'allora Diretta Nuova, ora Bisceglie in Diretta), di cui è stato responsabile. Tra i suoi interessi ci sono la Politica, la Comunicazione, la Statistica, l'Astronomia e l'Informatica. Attualmente è redattore di Bisceglie in Diretta.




Attualità // Scritto da Fabrizio Ardito // 23 aprile 2015