TRIBUNALE DEL CITTADINO-MALATO: SITUAZIONE ALLARMANTE PER I DEGENTI DELLA CDP

Attualità // Scritto da Giuseppe Rana // 14 aprile 2013

TRIBUNALE DEL CITTADINO-MALATO: SITUAZIONE ALLARMANTE PER I DEGENTI DELLA CDP


cdpIl segretario del Tribunale per la tutela e i diritti del cittadino-malato A.GE.V. Onofrio Caputi, ha inviato una lettera a suor Marcella Cesa(legale rappresentante dell’ente ecclesiastico ist. “Opera Don Uva”), a mons. Giovambattista Pichierri (Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie), a Gianfelice Bellessini (Commissario prefettizio della città di Bisceglie), a Carlo Sessa (Prefetto della provincia BAT), a Ventola Francesco(presidente della provincia BAT), a Giovanni Gorgoni(direttore generale ASL BAT), a Carlo Di Terlizzi (direttore sanitario ASL BAT), a Elena Gentile (ass. regionale sanità Puglia), a Carlo Maria Capristo (procuratore capo del Tribunale di Trani), per comunicare le numerose e preoccupate segnalazioni ricevute.

“Abbiamo ricevuto, e tuttora riceviamo, numerose e preoccupate segnalazioni in riferimento alla gravissima situazione assistenziale che si verrà a profilare a seguito del recesso collettivo che coinvolgerà oltre duecento Operatori della “Casa Divina Provvidenza” di Bisceglie: più esattamente – è oramai cosa nota e pubblica – dalla notte del 18 Aprile p.v. sarà arduo, se non impossibile, assistere con il numero residuo di Operatori sanitari oltre seicento persone gravemente disabili, lungodegenti presso l’Istituto Ortofrenico di Bisceglie, ivi “residenti”.

suor Marcella Cesa

suor Marcella Cesa

 Altresì si segnala, con viva e profonda preoccupazione, – oltre al deficit gravissimo di assistenza “diretta” ai Disabili, che potrebbe rasentare l’ “abbandono di incapace” – il parallelo scadimento quali-quantitativo di coordinamento ed assistenza medica che graverà sugli stessi Disabili dal 18 Giugno p.v., scadenza di recesso per Medici.

 A tutto ciò aggiungasi che, in uno con tale più che prevedibile scadimento dell’assistenza e delle cure sanitarie, sarebbero mortificate le più elementari esigenze ed attese affettivo-relazionali dei Disabili, i quali quotidianamente vivono in un sistema che non può non definirsi “familiare”, sin dai tempi del Fondatore Don Uva, che con umana e spirituale carità amorevolmente li accolse.

 Colpisce la indifferenza dei più dinanzi ad una tragedia umana, preannunciata, di simili proporzioni: si ribadisce che il tutto incombe su oltre 600 persone in Bisceglie ! Il Tribunale del Cittadino, che opera in sintonia con la Comunità ed a protezione della stessa, generalmente si muove per singoli casi segnalati.

I disabili gravi non possono segnalare alcunché! Questo Tribunale non può non richiamare l’attenzione dei Soggetti giuridici ed istituzionali su di un caso coinvolgente centinaia di cittadini Disabili sofferenti che attendono una risposta urgente”.

 

 

 




Attualità // Scritto da Giuseppe Rana // 14 aprile 2013