Trani, 46 nuovi migranti alloggiano al San Vincenzo de Paoli

Dal territorio // Scritto da Graziana Ciccolella // 17 giugno 2016

Trani, 46 nuovi migranti alloggiano al San Vincenzo de Paoli

I giovani hanno età compresa fra i 14 e i 25 anni

Sono giunti a Trani nelle ultime ore 46 nuovi migranti, ragazzi africani d’età compresa fra i 14 e i 25 anni. La dinamica è la solita: i giovani hanno attraversato il mare stretti in un barcone con la speranza di una vita migliore e sono ora in fase di assestamento a Trani, ospitati dalle suore del San Vincenzo de Paoli.

«Non si può rimanere indifferenti davanti al dolore» ha affermato l’Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie Giovan Battista Picchierri. «Ho parlato con la superiora, Suor Lucia, che mi aggiorna costantemente riguardo alle condizioni dei ragazzi. Il Signore ha mandato questa sua presenza nella nostra comunità, nella casa delle sorelle vincenziane, e sta mostrando la propria misericordia attraverso le mani ed i cuori dei volontari, a cominciare da Don Geremia Acri che apprezzo e stimo tantissimo per il suo impegno nella Diocesi di Andria»

Don Geremia Acri, responsabile della fondazione Goretti di Andria, ha dichiarato: «In accordo con il Vescovo della Diocesi di Andria, Luigi Mansi, abbiamo chiesto alla città di Trani di ospitare questi quarantasei ragazzperché la nostra struttura è satura. Abbiamo ricevuto una bella ed immediata risposta sia da parte delle istituzioni politiche che ecclesiali. Il senso della nostra missione è quello di salvare l’umanità che spesso va scemando. Ad Andria accogliamo anche cittadini in difficoltà, insieme ai profughi» 

Il pro vicario generale Giuseppe Pavone ha sottolineato quanto sia grave che ci siano credenti che si commuovono davanti ad una partita di calcio ma non piangono davanti alle atrocità di questa gente.

 «Rimanere indifferenti è un atto disumano. Io per primo ricordo quando, da bambino ho dovuto lasciare la mia città per emigrare al Nord. Vedere questi ragazzi mi ha commosso, mi ha fatto tornare in mente il passato e sono felice di sapere che molti cittadini, volontari, comunità cattoliche e non, stanno dimostrando l’amore e la presenza di cui hanno bisogno»

Graziana Ciccolella

Chi è Graziana Ciccolella

Studentessa. Appassionata di musica, libri e fotografia. Da grande, le piacerebbe diventare una giornalista.




Dal territorio // Scritto da Graziana Ciccolella // 17 giugno 2016