TIMIDI SEGNALI DI RIPRESA NELLA BAT

Attualità / Economia / Opinioni / Politica // Scritto da La Redazione // 21 dicembre 2012

TIMIDI SEGNALI DI RIPRESA NELLA BAT


Comunicato stampa dell’ass. prov. Pompeo Camero

A fine 2012 , dobbiamo partire dai dati diffusi in questi giorni sull’economia nazionale, prendendo come cartina di tornasole le ore di cassa integrazione richieste dalle aziende. Verifichiamo che l’aumento delle richieste di CIG all’INPS è in continua crescita. Nel mese di novembre 2012 sono stati autorizzate 108,3 milioni di ore, mentre nello stesso mese del 2011 ne furono autorizzate 84,9 milioni, con un aumento del 27,5%. Una percentuale che passa a più 5,1% se raffrontata all’ottobre 2012. Una situazione allarmante che ritroviamo anche nell’intero Mezzogiorno. In Puglia nel mese di novembre 2012 sono state autorizzate 2,8 milioni di ore di cassa integrazione, con un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma con una diminuzione del 46,5% rispetto all’ottobre scorso che lascia ben sperare; il dato riferito alla BAT rispetto alle altre province è il più basso, anche in termini proporzionali.

BATRelativamente alle ore di cassa integrazione straordinaria, il raffronto tra novembre 2012 e lo stesso mese del 2011 vede un aumento del 366,1%, mentre si è registrata una riduzione di ore del 61,9% rispetto all’ottobre del corrente anno. Questi dati sono forieri di situazioni di difficoltà tutt’altro che temporanee per le aziende pugliesi, che generalmente ricorrono all’intervento straordinario allorché avviano processi di ristrutturazione o di riconversione. Per la cassa integrazione in deroga, invece, si registra un numero di ore inferiore del 73% nel raffronto tra novembre 2012 e lo stesso mese del 2011 ed una diminuzione del 71,2% anche rispetto ad ottobre 2012. Quest’ultimo dato, purtroppo, nasconde aspetti negativi in quanto molte aziende, dopo aver esaurito la cassa in deroga, fanno ricorso alla mobilità, spesso anticamera della dismissione dell’attività produttiva e del licenziamento dei lavoratori.

Sono dati che confermano l’andamento recessivo nazionale rispetto al quale la nostra regione non fa eccezione, ma che lasciano intravedere timidi segnali di ripresa analizzando il ricorso alle ore ordinarie di cassa integrazione in percentuale inferiore rispetto alla media nazionale. Anche l’ultimo Report dell’Osservatorio Mercato del Lavoro ci invita all’ottimismo: il tasso di occupazione in Puglia è del 44,8% rispetto al 44% del Mezzogiorno e il tasso di disoccupazione è del 13,1% rispetto al 13,6% dell’Italia meridionale. Relativamente alla BAT, i dati ISTAT disponibili si riferiscono al 2010 ed a giorni disporremo di quelli relativi al 2011, per poi avviarci entro il 2013 ad una osservazione in tempo reale. Intanto, emerge un tasso di disoccupazione pari all’11,7 % ed un tasso di occupazione pari al 45,8%. Nonostante i dati desunti dal ricorso alla cassa integrazione, siamo tuttavia convinti che l’economia pugliese sia solida. Una convinzione che ha le sue basi nell’ultimo report dell’Istat sulle esportazioni delle regioni italiane: l’export pugliese ha registrato un +8,3% da gennaio a settembre 2012 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un risultato migliore della media nazionale, che registra una crescita del 3,5%, e del Mezzogiorno, che incrementa l’export del 6,5%. Ma il dato pugliese spicca ancora di più se paragonato alla performance dell’Italia meridionale dove la crescita è solo dello 0,1%. Uno scenario, quindi, che lascia ben sperare per il futuro ma che ci impone, comunque, di proporre ulteriori misure ed iniziative per dare solidità alla ripresa dell’economia. I nostri Enti Locali possono certamente contribuire a rilanciare la ripresa anche attraverso lo snellimento delle procedure burocratiche, ancora farraginose, previste per il rilascio di autorizzazioni e licenze, accorciandone i tempi che oggi non ci consentono di essere competitivi con gli altri Paesi Europei. Gli stessi Enti devono inoltre adoperarsi per l’utilizzo totale dei finanziamenti comunitari a loro disposizione.

Occorre incoraggiare gli investimenti, anche attraverso una minore rigidità del sistema creditizio, che, immettendo liquidità nel sistema economico, genera comunque un circolo virtuoso che favorisce i consumi e, quindi, maggiore produttività ed occupazione. Infine, occorre individuare e favorire la realizzazione di infrastrutture nel territorio della BAT che possano essere determinanti nel sistema produttivo e di stimolo agli investitori stranieri o del nord Italia. Nel 2013 si potrà contare sull’oramai eccellente nostro servizio vertenze collettive, che soccorre con professionalità ogni




Attualità / Economia / Opinioni / Politica // Scritto da La Redazione // 21 dicembre 2012
  • Michelangelo Tarricone

    Esimio Assessore, proprio con la matematica non ci so fare: Come dire non è il mio forte sin da quando andavo a scuola. Non concordo assolutamente con Lei. E ne spiego i motivi.
    Infatti, tutte le rilevazioni concordano nell’indicare che il clima di fiducia è ai minimi e nel fatto che il Mezzogiorno presenta, se possibile, indicatori ancor più negativi.
    In Puglia, come del resto del Sud, i consumi interni ristagnano, ma sono compensati, come Lei ben sa, dai risultati positivi delle imprese più dinamiche orientate ai mercati esteri che hanno consentito un timido incremento dell’occupazione, anche se i livelli occupazionali di giovani e donne continuano a essere troppo bassi.
    Di contro, per il terzo anno consecutivo gli investimenti fanno segnare una riduzione e il settore delle costruzioni è praticamente fermo.
    Finito il tempo della pubblica amministrazione che funge da ammortizzatore sociale, oggi più che mai, credo, sia necessaria una risposta di sistema: da un lato si dovrà fare ogni sforzo per mantenere la capacità produttiva esistente, investire sulle competenze interne alle aziende, innovare, cercare nuovi mercati. Insomma, in una parola, investire oggi sul futuro per farsi trovare pronti quando la crisi passerà: dall’altro, dovremmo usare meglio le risorse pubbliche a disposizione, a cominciare da quelle europee, per migliorare la competitività dei nostri territori, iniziando a rimuovere le diseconomie – prima di tutto quelle infrastrutturali – che ne rallentano la crescita.
    Assessore, è necessario, quindi, un cambiamento nel modo di approcciare la questione meridionale; il Sud deve essere considerato non tanto un problema geograficamente circoscritto, con le sue regole, le sue risorse e il suo mondo chiuso in se stesso, ma come parte di un più generale problema di coesione economica e sociale del Paese.
    Come tale, non può essere affrontato con una logica da “riserva indiana”, con risorse straordinarie che sostituiscono quelle ordinarie dando una sensazione di grande abbondanza di risorse pubbliche che in realtà non c’è.
    Credo, invece, si debba tenere maggiormente conto del Sud nelle politiche ordinarie. Ciò significa lavorare per migliorare stabilmente la qualità dei servizi pubblici erogati nelle regioni meridionali, in favore dei cittadini e imprese.
    La bacchetta magica non esiste, come non c’è una ricetta valida per tutte le realtà meridionali. Non condivido l’idea di chi pensa che il futuro del Sud debba essere caratterizzato da un’economia basata su turismo e agricoltura, senza l’industria non esiste una reale prospettiva di sviluppo.
    Conclusioni: assessore, credo fermamente che il lavoro a cui sarete chiamati sarà di lungo periodo: dovrà riguardare la trasparenza della pubblica amministrazione, la reputazione dell’imprenditore, la cultura d’impresa, l’innovazione, la crescita dimensionale, l’internalizzazione, la collaborazione di rete tra le imprese.
    L’invito che noi cittadini del Sud che facciamo è quello di indirizzare queste risorse verso comportamenti che premino un modo moderno di fare impresa. La speranza, come si dice, è l’ultima a morire.
    Per l’occasione,assessore, Le porgo i miei più sinceri e fervidi auguri,estensibili anche alla Sua famiglia, di un Buon Natale e un sereno 2013 all’insegna della solidarietà e generosità umana.