Teatro Garibaldi, adeguamenti strutturali e fondi regionali, i cittadini: «Abbiamo da mesi pronto il progetto»

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 14 gennaio 2017

Teatro Garibaldi, adeguamenti strutturali e fondi regionali, i cittadini: «Abbiamo da mesi pronto il progetto»


A seguito del post di blog “È il momento di adeguare il teatro comunale”, pubblicato in data 8 gennaio, ci scrive un gruppo di cittadini, che è probabilmente prima di noi arrivato all’idea di candidare il teatro comunale al bando regionale AZIONE 3.4 – Interventi di sostegno alle imprese delle filiere culturali,turistiche, creative e dello spettacolo. approvazione schema di avviso pubblico Apulia film fund.

Ci spiegano che da mesi l’ “Associazione Pugliaccessibile”, affiancata da cittadini organizzati in un  Comitato e con il supporto di un progettista qualificato, sta cercando di sensibilizzare sia l’Amministrazione Comunale, interpellando il Sindaco e i funzionari dell’Ufficio Tecnico, sia il Politeama, struttura privata al pari interessata all’avviso pubblico lanciato dalla Regione Puglia.

«Questo gruppo di cittadini attivi – dicono i referenti del comitato – ha elaborato, senza costi per la collettività, un progetto di specifico adeguamento della struttura pubblica del Teatro Garibaldi  ed ha inoltre segnalato e sollecitato la proprietà del teatro Politeama, incontrandola più volte, a progettare e realizzare specifici interventi a favore dell’adeguamento strutturale e informatico della struttura».

Il presupposto da cui partono è che i due teatri: «Non sono  teatri per tutti, perché  manca una visione dell’ “accessibilità” ai portatori di disabilità.  Oltretutto il Teatro Garibaldi  necessita di interventi di adeguamento impiantistico alle norme previste dal D.Lgs 81/08, soprattutto a quelle antincendio e relative agli impianti elettrici. Ci domandiamo: questo teatro dispone del regolare Certificato di Prevenzione Incendi aggiornato? Oppure il Sindaco deve assumersi le responsabilità (anche della vita dei sui concittadini) ad ogni singolo spettacolo di consentire l’uso del  teatro con un atto specifico di autorizzazione in deroga? Perché la struttura pubblica  viene di volta in volta “abilitata” con soluzioni palliative? Tutte le moderne progettazioni e ristrutturazioni funzionali di luoghi ove si svolgono rappresentazioni,  prevedono speciali pedane ignifughe rialzate nella zona posteriore del teatro e non lateralmente alle sedute della platea come accade oggi. Sono previste singole postazioni dedicate e dotate di una poltroncina eventualmente destinata agli accompagnatori. A Bisceglie, queste cose dove sono?

Dovrebbero già esserci ausili informatici che consentano ai non udenti di fruire di sottotitoli durante gli spettacoli e ai non vedenti di ricevere la descrizione delle azioni e dei luoghi durante l’ascolto dei dialoghi, almeno per quegli spettacoli che vengono dichiarati “accessibili” ».

«Attivando la partecipazione ai fondi specifici regionali previsti dall’Azione 3.4  – ricordano Pugliacessibile e i cittadini impegnati nella battaglia all’adeguamento dei teatri di Bisceglie – sarebbero realizzabili  in tempi brevi tutti quei lavori finalizzati al miglioramento delle condizioni di accessibilità e utilizzo delle strutture. I fondi previsti dal POR FESR vanno da un massimo di 480.000 ad un minimo di 200.000 per intervento, pertanto i costi di esecuzione di questi interventi potrebbero essere facilmente affrontabili sia dalla Amministrazione Comunale (affiancandosi ad un partner privato)  sia dalla struttura privata del Politeama per la soluzione almeno delle situazioni immediatamente attivabili che risolvano alcune necessità di adeguamento».

 Il 9 Febbraio decorreranno i termini per la presentazione di  progetti per la richiesta di accesso ai fondi regionali del POR FESR (90 giorni dalla pubblicazione sull’BURP della Delibera Dirigenziale).

«Mentre la proprietà del Politeama si è subito dimostrata interessata, sensibile e proattiva verso la implementazione delle progettualità e della partecipazione al Bando POR, anche dietro le nostre sollecitazioni già dal Maggio 2016 – spiegano ancora i promotori della partecipazione al bando – l’Amministrazione cittadina, più volte incontrata ed a cui è stato sottoposto già un progetto definitivo degli interventi a cui dovrebbe essere sottoposto il Teatro Comunale Garibaldi,  si è invece  prodigata  in elogi e annunci di disponibilità, salvo poi sollevare una pletora di cavilli (risolvibili con opportune join ventures o accordi pubblico-privato). Di fatto si è vanificato ogni nostro intervento di sollecitazione a partecipare, ora il tempo non è più sufficiente per la redazione di un progetto sulla base di un percorso partecipato e per l’inoltro della richiesta alla Regione. Alla scadenza quindi si vedrà come ancora una volta la gestione della cosa pubblica si dimostra un elefante incatenato alla burocrazia, alla inerzia ed forse ad interessi particolari. O forse uscirà dal cappello del Sindaco un progetto targato esclusivamente “Giunta comunale di Bisceglie”?

Il teatro dovrebbe essere un luogo per tutti e dividere i cittadini in serie A e cittadini di serie B (ma dove le tasse le pagano tutti ugual misura). Perché negare cosi l’ emozione di partecipare pienamente e  di vivere una esperienza culturale per tanti concittadini  con disabilità?

Perché perdere questa possibilità di ricevere finanziamenti regionali, tutto sommato sold di noi contribuenti, destinati ai Teatri pubblici, soltanto per l’inerzia della Amministrazione cittadina? O forse è proprio perchè le soluzioni vengono proposte dai cittadini e non dalla politica che non si realizza nulla?»

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 14 gennaio 2017