TASSA SUI RIFIUTI ALLE ASSOCIAZIONI, IL SINDACO CHIEDE SPIEGAZIONI AGLI UFFICI TRIBUTARI

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 25 maggio 2016

TASSA SUI RIFIUTI ALLE ASSOCIAZIONI, IL SINDACO CHIEDE SPIEGAZIONI AGLI UFFICI TRIBUTARI

Non pagano le onlus, ma le altre associazioni culturali?

Nel 2016  associazioni culturali che operano, per conto del Comune, in locali di proprietà comunale, pagheranno la tassa sui rifiuti.

Eppure la TARI – si legge sulla sezione del sito comunale dedicata al pagamento dei tributi online (LINK) è «dovuta da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani».

Cosa accade quindi nel caso di locali di proprietà del comune, dati in concessione gratuita ad attività che, nella teoria, non producono rifiuti?

La domanda se l’è posta il sindaco Francesco Spina, che ha chiamato all’appello i dirigenti per risolvere una questione che sta evidentemente a cuore a molti.

Le associazioni, secondo i disciplinari del 2016, rientrano – con musei, biblioteche, scuole e luoghi di culto – nel lungo elenco delle utenze non domestiche, tenute a pagare il tributo così come fanno gli uffici privati, i bar e le pizzerie. Nel caso di locali di proprietà comunale, viene considerata come superficie assoggettabile al tributo, l’80% della superficie catastale.

Solo nel caso di tratti di ONLUS (una piccola parte del totale delle associazioni) è prevista l’esenzione totale per i locali di dimensione non superiore a 50 metri quadrati, adibiti a sede principale ed esclusiva di organizzazione non lucrative di utilità sociale. «L’esenzione si applica a condizione che l’ONLUS dimostri di aver effettuato la comunicazione di cui all’art. 11, comma 2, salvo i casi di cui all’art. 10, comma 8, dello stesso decreto. Il Servizio Tributi verifica annualmente la sussistenza del diritto all’agevolazione mediante controlli sistematici. Questionari, dati, informazioni e documenti potranno essere richiesti, per la conferma dell’esenzione. La tariffa da applicare, per i locali non esenti, sarà quella relativa all’utenza non domestica secondo l’attività svolta».

Il sindaco chiede ora ai suoi dirigenti di fare di più, al fine di trovare esonerare dal pagamento chiunque «non produce immondizia, ma preziosi doni culturali di grande rilievo e interesse pubblico, custodendo e valorizzando, per altro, immobili di proprietà comunale che altrimenti sarebbero abbandonati e graverebbero sulle casse comunali». 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 25 maggio 2016