Tartarughe marine, altro esemplare salvato dalla “Nuova Giovanna”

Ambiente / Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 5 novembre 2014

Tartarughe marine, altro esemplare salvato dalla “Nuova Giovanna”


Un record non da poco, quello detenuto dalla “Nuova Giovanna”, che tra non molto spegnerà la bizzarra candelina del suo 50° salvataggio di tartarughe marine.

E’ notizia del 4 novembre, a pochi giorni dall’ evento della liberazione di tre esemplari di tartaruga marina della specie  caretta caretta presso il porto di Bisceglie, quella del nuovo arrivo presso il centro di recupero tartarughe marine di Molfetta, di altri esemplari.

Si tratta di altre tre tartarughe recuperate dai pescatori della “Nuova Giovanna” nell’ ultima settimana: un esemplare  di circa 60 cm di lunghezza carapace  rimasta intrappolata nelle reti a strascico del motopeschereccio di Michele Monopoli e Pietro Dell’Olio e due caretta caretta di piccole dimensioni, con lunghezza carapace di circa 26 cm, delle quali  una recuperata a Mola di Bari  e priva della pinna anteriore destra e la seconda invece recuperata a Bari dal servizio veterinario doganale,  che presentava la pinna anteriore sinistra con un principio di necros. Quest’ultima è tenuta sotto osservazione dal prof.Antonio Di Bello del Dipartimento  di medicina veterinaria di Bari.

Dopo tutti i controlli di routine  e dopo un breve tempo di degenza  presso il centro di recupero, tutte le tartarughe potranno ritornare in libertà.
Pasquale Salvemini, responsabile del centro recupero tartarughe marine di molfetta,  ribadisce in maniera decisa il ruolo fondamentale dei pescatori nella salvaguardia di questi animali elogiando l’operato dell’ equipaggio della “Nuova Giovanna”, che da anni mostra spiccata sensibilità contribuendo attivamente a salvare decine di tartarughe con il semplice gesto di consegnarle al centro di recupero.

Nonostante queste attività virtuose,  le spiagge continuano a macchiarsi di rosso. Segnalato domenica 2 novembre da un privato (vedi qui) che si trovava nei pressi della zona Bi Marmi, l’ennesimo spiaggiamento di carcassa di caretta caretta indica che la pesca a strascico è ancora la principale fonte di morte accidentale di questi abitanti delle nostre acque.  L’esemplare, femmina, che aveva subito un evidente prolasso cloacale, aveva dimensioni ragguardevoli: 84 cm di lunghezza carapace. «Questo rende più grave lo spiaggiamento, per il fatto che l’ esemplare era maturo sessualmente e che quindi avrebbe dato continuità alla specie» spiega Salvemini. Sulla carcassa non è stato possibile effettuare una necroscopia, in quanto versava in evidente stato di putrefazione. Il decesso era probabilmente avvenuto da circa 20 giorni.

 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Ambiente / Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 5 novembre 2014