Sugli otto migranti allontanati da piazza Castello. Il direttore: «era nostro dovere dare possibilità ad altri di meritarsi l’ospitalità»

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 23 gennaio 2016

Sugli otto migranti allontanati da piazza Castello. Il direttore: «era nostro dovere dare possibilità ad altri di meritarsi l’ospitalità»

Frattanto Rocco Prete (Noi con Salvini) si chiede: ma ora che fine faranno questi giovani condannati alla clandestinità?

20160122_114053[1]È arrivata nella mattina del 22 gennaio alla direzione della struttura di Bisceglie gestita dalla Senis Hospes. Una notizia che poche ore prima avrebbe costituito occasione di gran festa, ma che oggi fa solo tristezza.

Uno degli otto ragazzi allontanati dalla struttura per comportamenti non in linea con il regolamento (LINK), ha vinto il ricorso ottenendo il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari valido due anni. Permesso che nessuno gli toglierà, anche se il ragazzo è ora senza un tetto, condannato a chissà quale stile di vita. Gli altri sette, poiché la Prefettura non si esprime in merito al futuro dei ragazzi allontanati dalle strutture, vivranno nella clandestinità.

Al direttore della struttura di Piazza Castello, Michele Naglieri (in foto), abbiamo chiesto chiarimenti sulle procedure adottate: «abbiamo delle regole interne, che vengono consegnate all’accoglienza e ribadite agli ospiti durante tutto il percorso in struttura. Questi ragazzi non hanno ascoltato la prima, la seconda, la terza volta. Dopodiché ho voluto personalmente denunciarli presso i Carabinieri, per tutelare la struttura, ma soprattutto perché eticamente è giusto che le centinaia di persone che attendono di poter essere accolte abbiano una possibilità. Loro non hanno meritato di stare qui, pertanto che si conceda ad altri il loro posto».

Rocco Prete

Il biscegliese Rocco Prete

Gli allarmismi di alcuni cittadini, che vedono in questi giovani delle “mine vaganti”, sono riassunti dalla voce di Rocco Prete, coordinatore locale di Noi con Salvini, che si chiede: «considerato che allo stato attuale gli otto richiedenti asilo hanno perso il loro sussidio statale pertanto non avranno più vitto ed alloggio pagati dallo Stato, che non potranno essere accolti ed ospitati in altre strutture similari ma soprattutto che, secondo le leggi italiane, non gli è stato revocato il loro status di richiedenti asilo, per cui possono muoversi liberamente sul territorio nazionale: nel frattempo che venga esaminata la loro richiesta di richiedenti asilo come e dove vivranno? Cosa faranno per sopravvivere? E soprattutto, non essendo certo gli unici otto in queste condizioni, quanti ce ne saranno in giro indisturbati per la nostra città e per Italia intera? In questo momento particolare in cui la parola ‘sicurezza’ nella nostra città oramai è una illustre sconosciuta, chiedo a qualcuno che, oltre ad inaugurare incubatrici, sedioloni, girelli e chi più ne vuole più ne metta, dia delle risposte concrete».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 23 gennaio 2016