“Stokazzart”: Vittorino Curci apre la stagione degli “Avvistamenti” 2016

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 28 dicembre 2016

“Stokazzart”: Vittorino Curci apre la stagione degli “Avvistamenti” 2016

La prima personale dell’eclettico artista apre la quattordicesima edizione della rassegna del cinema d’autore
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Una carrellata delle opere di Vittorino Curci

Anche se Vittorino Curci (disegnatore, poeta, sassofonista, già assessore alla cultura della provincia di Bari) non si è mai occupato di immagine in movimento, la sua arte è talmente eclettica e poeticamente definita, che definirla “movimento” (in quanto movimento artistico a sè e movimento cinetico in quanto espansiva per necessità) è più che un semplice accostamento di pensieri.

Il gioco di idee, più raffinato che implicito, degli organizzatori di “Avvistamenti”, è valso ad Antonio Musci e Daniela Di Niso (Cineclub Canudo), Bruno Di Marino e Gabriele Panico, l’interesse e il plauso di un pubblico ben più ampio di quello che una qualsiasi rassegna di videoarte contemporanea da tacco a punta dell’Italia, è in grado di generare.

La nuova edizione del non-festival del cinema d’autore che da XIV anni il Cineclub Canudo organizza con ostinato entusiasmo (e tanti tanti nomi di altissimo profilo), ha superato, nella serata di apertura del 27 dicembre, le più rosee aspettative in termini di presenze, incluse quelle di chi di videoarte (lo storico dell’immagine in movimento Bruno di Marino) si occupa da sempre.

Segno che in una Puglia in cui si inizia a fare sperimentazione seriamente, la rassegna ideata dagli allora “ragazzi biscegliesi” occupa un bel posto d’onore.

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Antonio Musci

«Meriterebbe in realtà più attenzione» precisa Di Marino riferendosi a quel budget sempre troppo stretto per consentire investimenti e ritorni, in immagini, più grandi.

Le istituzioni lo sanno, tanto è che né la regione Puglia, che ha delegato Aldo Patruno (direttore del Dipartimento per il Turismo, l’economia della Cultura e la Valorizzazione del territorio), né il comune di Bisceglie, rappresentato dal vicesindaco Vittorio Fata, si sono fatte negare al momento dei saluti istituzionali, come ad evento di prestigio si conviene.

A creare l’atmosfera per i giorni di tutta la rassegna (dal 28 al 31 dicembre, con brindisi di Capodanno in coda evento), ci ha poi pensato Curci, che è un artista a tuttotondo e lo ha dimostrato. La sua arte naïf  «consapevolmente inconsapevole, perché vorrei disegnare come se avessi 8 anni ma non riesco a farlo e allora imparo dagli outsider» è un continuum con la sua musica. «Chi improvvisa, usa lo strumento come un prolungamento del sé più radicato. Poiché si hanno a disposizione solo schemi melodici e ritmici già consolidati, li si mette a disposizione del contesto, per suonare a favore o contro un altro strumento, dialogare con il pubblico e il momento. La poesia, invece, è una parola che viene da lontano e deve fare un percorso lunghissimo per riaffiorare. Non potrei mai improvvisare poesie, ma quando le leggo sento sempre di doverle accompagnare con dei suoi che sono lì solo allora e in quel momento».

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Un momento della presentazione

Time is the place. E dove tutto diventa tempo, come per ogni spettatore di fronte ad uno schermo, spento il quale il resto si dissolve, così per Curci non ci sono altri confini da cui liberarsi. Tolte le gabbie ai minuti, ai secondi, alle ore, c’è solo l’arte.

 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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