Stamina, quando la burocrazia rallenta la speranza. Ancora sotto sequestro le cellule della biscegliese Spinazzola

Cronaca // Scritto da Cinzia Montedoro // 22 settembre 2014

Stamina, quando la burocrazia rallenta la speranza. Ancora sotto sequestro le cellule della biscegliese Spinazzola


Ore di attesa e di speranza per la giovanissima biscegliese Spinazzola , affetta da atrofia muscolare spinale e per altre 11 famiglie sparse per l’Italia, che come la nostra concittadina sono vittime del mancato dissequestro delle cellule e delle attrezzature degli Spedali civili di Brescia, che avrebbero loro permesso cure sperimentali.

È cronaca del mese scorso il blitz dei Nas ordinato dalla procura di Torino, che su disposizione del Pm Raffaele Guariniello, indaga da mesi sulla metodica Stamina di Davide Vannoni, di cui ha chiesto il rinvio a giudizio (con altre dodici persone) per associazione per delinquere finalizzata alla truffa, e, insieme ai suoi collaboratori, ha deciso di stroncare una sperimentazione che, come si legge nelle carte processuali, ha solo “intenti speculativi”.
È l’avvocato Gianluca Ottaviano, legale della famiglia biscegliese Spinazzola, a sollecitare un grande vizio di forma di questa inquisizione su Stamina: il provvedimento di sequestro preventivo dovrebbe a suo parere considerarsi nullo (ex art. 178 lett. a del c.p.p.) poiché il Pm Raffaele Guariniello, nella sua memoria depositata lo scorso 13 settembre 2014, dichiara che il Collegio non ha il potere di annullare il provvedimento del sequestro, anzi si deve mantenere vivo anche se c’è stato un errore, poiché il Pm doveva incaricare il GUP e non il GIP.
Sembra essere stata una defiance quella di Guariniello: avrebbe sbagliato segreteria e invece di depositare le pratiche al GUP, ha portato i documenti al Gip, chiedendo lo stesso il sequestro del materiale biologico e dell’attrezzatura di Stamina.

L’avvocato Ottaviano adesso farà ricorso in Cassazione contro questa scelta del riesame, osteggiando l’eventuale rinnovo del sequestro da parte del GUP. Stando così i fatti la famiglia Spinazzola non può ovviamente celare la sua amarezza e delusione, ma grida a gran voce che non smetterà di lottare.

In seguito al sequestro delle cellule emerge un altro aspetto che porta la centro del dibattito la questione da un punto di vista scientifico. La scienziata e senatrice Elena Cattaneo afferma a gran voce che le cellule staminali mesenchimali  sono prive di attività nei riguardi delle malattie degenerative del tessuto nervoso, e soprattutto dichiara l’incapacità di differenziarsi in neuroni. Diversa e contraria l’opinione del professor Antonio Uccelli che sostiene che le cellule staminali mesenchimali sono in grado di riparare i danni inferti alla mielina che causano l’insorgenza della sclerosi multipla. Sono stati condotti numerosi esperimenti sui topolini da laboratorio e si è scoperto che la mielina viene riparata quando le cellule staminali vengono iniettate insieme all’acido retinoico (lo stesso composto che usa il metodo Stamina).

Ci si pone cquindi la domanda di come le famiglie possano affrontare le defiance di una burocrazia che non dovrebbe sbagliare, a fronte di una situazione già piena di contrasti e dissapori tra scienziati;  come sia possibile continuare a combattere quotidianamente le difficoltà della malattia che è già essa una battaglia estenuante. Non è possibile rincorrere processi che rimandano all’infinito un diritto sancito a chiarire le posizioni, ogni minuto per le persone malate e per le famiglie è prezioso, che non può tornare indietro rallentando la speranza di chi aspetta.




Cronaca // Scritto da Cinzia Montedoro // 22 settembre 2014