Sisma, la proposta di Lino Ricchiuti al Presidente Renzi in una lettera aperta

Politica // Scritto da Serena Ferrara // 2 novembre 2016

Sisma, la proposta di Lino Ricchiuti al Presidente Renzi in una lettera aperta


Lino Ricchiuti, il presidente del movimento politico Popolo Partite Iva, torna sul tema sisma. Dopo la provocazione del suo “Non darò una lira per i terremotati”che ha fatto parecchio discutere l’Italia dei media con le antenne tese, scrive una lettera aperta al presidente Matteo Renzi.
La proposta al presidente, tira acqua al mulino di tutte le partite IVA e ai contribuenti italiani, ma al contempo offre una intelligente soluzione al problema del recupero fondi per la ricostruzione. Ricchiuti suggerisce al premier di prendere finalmente in considerazione la proposta di estinguere i debiti dei contribuenti nei confronti di Equitalia tramite un saldo e stralcio di tutte le posizioni al 25% del debito iniziale, in massimo di 5 anni ad interessi legali. Tutto il ricavato dell’operazione – l’unica, per Ricchiuti, con cui lo Stato potrebbe recuperare crediti senza ricorrere ai pignoramenti – potrebbe essere destinato alla ricostruzione. La stima dell’importo è notevole: tra i 40 e 50 miliardi in 5 anni.
Di seguito la lettera aperta nella sua versione integrale:
«Presidente Renzi, accolgo positivamente le sue parole in merito al tragico sisma che ha colpito i nostri fratelli del centro Italia, e cioè che la politica in queste occasioni deve mostrarsi unita. Ha anche detto che “ricostruiremo tutto” e ci prenderemo  ciò che serve, riferendosi all’Unione Europea. Ho però una idea. Lei sa bene quanto abbia polemizzato con il decreto fiscale approvato dal Consiglio dei ministri, specie nella parte riguardante la cosiddetta “rottamazione Equitalia” . Una manovra che è stata accolta dalla nostra base in modo negativo e non sto qua ad elencarne i motivi, uno su tutti il dover saldare tutto il debito in un anno, oltre la pochezza della “rottamazione” in senso economico. Questa è la proposta pubblica che Le faccio. Come già portato a sua conoscenza tramite il sottosegretario ala Presidenza del Consiglio Nannicini in occasione della mia convocazione a Palazzo Chigi, le chiedo di accogliere la nostra proposta, concedendo un saldo e stralcio di tutte le posizioni al 25% del debito iniziale,  rateizzabile in un massimo di 5 anni ad interessi legali. Tutto il ricavato, considerando i 600 miliardi che a oggi Equitalia ha in pancia e considerando che la metà di essi ormai inesigibili visto l’enorme moria di aziende fallite o chiuse, andrebbe alla ricostruzione delle zone terremotate. Si potrebbero raccogliere in questo modo tra i 40 e 50 miliardi in 5 anni. Sarebbe cosa gradita che le imprese o i lavoratori autonomi che nel sisma hanno perso le loro attività vedano i loro debiti a ruolo cancellati d’ufficio. In questo modo si avrebbero due effetti positivi: non dipendere da Bruxelles per le eventuali somme da destinare e liberare tutte le piccole imprese, i lavoratori autonomi e le famiglie dall’incubo di pignoramenti, fermi amministrativi, blocchi conti correnti, ecc. Per la prima volta sapremmo con certezza quello che stiamo pagando dove andrebbe a finire. Torniamo a essere un Paese normale, Presidente Renzi. Accolga la mia proposta. Il mio numero di telefono ce l’ha e su questo punto io sono a completa disposizione».
Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Politica // Scritto da Serena Ferrara // 2 novembre 2016