SE 1376 VI SEMBRANO TANTI…

Politica // Scritto da Vito Troilo // 26 novembre 2012

SE 1376 VI SEMBRANO TANTI…


Pessimo dato di partecipazione al voto alle primarie del centrosinistra nella nostra città

L’incomprensibile soddisfazione di molti dirigenti del centrosinistra locale per il dato dei votanti alle primarie di coalizione in questa città è la cartina tornasole di un immobilismo sempre più preoccupante.

In qualsiasi altra città d’Italia delle proporzioni di Bisceglie, chiunque si sarebbe vergognato del fatto che appena 1376 elettori, peraltro gran parte dei quali facenti parte delle diverse “truppe cammellate”, si siano espressi nella giornata di ieri.

Si tratta di un campione pari a meno del 3% dell’intero corpo elettorale di questa città. Un numero di cittadini che non pareggia neppure quello dei pochi biscegliesi che alle passate amministrative fermarono il Partito Democratico a quel 4% che purtroppo forse non è neppure il fondo raschiato del barile… Il voto di ieri ha dimostrato, incredibilmente, che si può fare persino peggio.

Cifre che impallidiscono al confronto con le altre città della ex sesta provincia. Non stupisce il successo di Nichi Vendola a Trinitapoli, culla della sana tradizione bracciantile che ha sempre particolarmente apprezzato l’attuale presidente della regione Puglia.

Notevole e perentoria è l’affermazione, altrettanto prevedibile, di Matteo Renzi (43.7%) nella Trani di Fabrizio Ferrante, che tira l’ennesimo schiaffo (quasi doppiando i bersaniani!) a coloro che stracciarono l’esito delle primarie comunali di coalizione per “fare altro”, alla faccia della coerenza…

Le primarie sono state usate, a Barletta, come pretesto per contarsi in vista delle prossime amministrative. Molto rilevante il 35.1% conseguito da Nichi Vendola su 3500 votanti, dimostrazione che i giochi per la candidatura a sindaco sono tutt’altro che chiusi e che a sinistra del PD si è coagulato un blocco sociale non trascurabile, senza il quale non si vincerebbe al primo turno nonostante la storica inesistenza del centrodestra nella città di Eraclio. E’ proprio il caso di immaginare che, per impedire la dispersione del gregge, a Barletta il centrosinistra dovrà ricorrere a un buon Pastore

Esito molto equilibrato in quel di Andria, una delle pochissime realtà italiane in cui nessun candidato ha superato il 30% dei consensi. La spunta Bersani col 26.1, seguito da Renzi col 23.3, Tabacci col 22.1 e Vendola col 20.9. Soddisfacente anche il 6.8% conseguito da Laura Puppato, miglior risultato in Puglia per l’esponente veneta dei democratici. Un risultato naturalmente legato alle dinamiche locali, che certifica l’enorme frammentazione del centrosinistra andriese, già chiara nella scorsa tornata amministrativa (tre candidature a sindaco che concorsero a una sonora sconfitta al primo turno).

Il rapporto fra il corpo elettorale di tutte le città della Bat  e il numero dei votanti sancisce un malinconico ultimo posto di Bisceglie. Le tre piccole cittadine di Margherita, San Ferdinando e Trinitapoli, persino Minervino e Spinazzola, oltre ai tre comuni capoluogo e a Canosa, hanno partecipato al voto più massicciamente.

Non stupisce più, però, che ai dirigenti biscegliesi del centrosinistra questo dato sia andato bene. Preferiscono restare da soli piuttosto che mollare la presa e accettare il loro fallimento. La città li sta accontentando e domenica al ballottaggio dispone di una buona chance per dare loro il colpo di grazia.

Più che al comitato Renzi, di cui non si sono mai avute tracce, spetterà alla coscienza dei singoli contribuire a determinare un risultato diverso anche a Bisceglie, in considerazione del fatto che, inevitabilmente, gran parte di coloro che hanno votato per Vendola alla fine si defilerà. In ogni caso, quella di domenica è l’ultima chiamata per il Partito Democratico in questa città.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Politica // Scritto da Vito Troilo // 26 novembre 2012
  • Mimì

    Personalmente sono arcicontento per i voti che ha preso il Comnpagno Nichi Vendola. Bersani ,a Bisceglie, solo miserabili 6 voti in più di Vendola!Si, possiamo dire che Nichi, dunque, ha stravinto!Ora bisogna avere “solo” lo stomaco forte e tapparsi il naso per votare Bersani al ballottaggio del 2 dicembre ormai vicino.

  • Michelangelo Tarricone

    Siamo come sempre gli ultimi della graduatoria.Che tristezza!!!..
    Caro Vito,purtroppo malinconicamente dobbiamo riconoscere ancora una volta che la nostra città si è dimostrata asfittica e apatica per non dire indifferente in occasione delle primarie svoltesi ieri.Ma costa sta accadendo? I nostri concittadini,come ti parlavo ieri,si sono ormai disaffezionati alla politica,cercano di evitarla il più possibile.
    Vedi Vito,non hanno tutti i torti bisogna comprenderli.Viviamo in una crisi drammatica e spaventosa e la disperazione sociale crescente ne è il tratto più evidente.Una disperazione diseguale e frammentata,incapace di esprimere una volontà di cambiamento.All’indispensabile slancio derivante da un rinnovato protagonismo popolare – unico vero antidoto contro il degrado in cui sono precipitate diverse istituzioni – viene contrapposto una campagna mediatica adulterata.Ciò non allevia tuttavia l’indignazione della gente: un degrado che nasce dalla demonizzazione dei partiti di massa e dall’esaltazione della personalizzazione del ceto politico e del momento monocratico.Se tale indignazione si concentra sulla sola sovrastruttura, senza sfiorare le radici del potere, essa va a colpire il bersaglio più facile, qual’è il cittadino.Gli anni che ci lasciamo alle spalle non hanno visto affermarsi percorsi politici in grado di mettere in discussione il processo generale della politica: gli argini non sono stati neanche costruiti e quando è arrivata la piena anche quelli esistenti sono stati travolti.Ciò ha quindi determinato il perimetro politico attuale,caratterizzato da opzioni politiche simmetricamente inadeguate anche sul piano “elettorale”:minoritarismo contro subalternità.
    Ciò non toglie che giunti a pochi mesi dalle elezioni,dopo periodi di immobilismo imbarazzante,vada indicata una strada da praticare anche sul versante elettorale.Un modo per affrontare seriamente la riflessione su tale questione,fatta purtroppo senza la forza dell’iniziativa politica,è dirsi fino in fondo la verità.Ti saluto con affetto.