Scoperta una mandibola umana vecchia mezzo milione di anni

Curiosi si diventa / Rubriche // Scritto da Nicola Silvestris // 23 marzo 2015

Scoperta una mandibola umana vecchia mezzo milione di anni


Ritrovamenti di reperti fossili appartenenti a esseri umani vissuti in epoche remote sono sempre più frequenti, uno in particolare, quello rinvenuto in Etiopia pare porta indietro di mezzo milione di anni la comparsa del genere Homo,  ricerche e studi effettuati su questi reperti pare siano destinati, a riscrivere la storia delle nostre origini.

Gli interrogativi che il mondo scientifico si ponge a seguito di questa nuova scoperta, si riferisco alle condizioni che hanno favorito la trasformazione, l’emancipazione dell’Australopithecus in Homo Sapiens. Due mascelle fossili gettano in pratica nuove teorie su uno dei più fitti misteri dell’evoluzione umana: la comparsa del genere Homo.

C’è di fatto che il fossile rinvenuto in Etiopia e l’altro rinvenuto ancora prima, ora ricostruito, hanno stabilito che l’Africa orientale è stata la culla della nostra linea evolutiva, altresì il nuovo fossile scoperto ci porta indietro nel tempo a 2.8 milioni di anni fa la comparsa del genere cui noi apparteniamo. Una data questa che differisce di poco quella di circa tre milioni di anni fa come descritto nella storia in base all’ultima presenza documentata di Australopithecus afarensis, il famoso reperto fossile di nome Lucy che secondo le teorie di alcuni studiosi è un antenato diretto del genere Homo.

La nuova mandibola, chiamata LD 350-1, scoperta ad appena una ventina di chilometri dal sito in cui fu rivenuta Lucy, ha aumentato sempre più gli interrogativi circa la nostra origine, pertanto la storia del genere umano si contorna ancora di dubbi e incertezze.

La regione degli Afar, che parte della Rift Valley dell’Africa Orientale, ha restituito molti preziosi fossili di ominidi, tra cui una mascella di Homo datata 2,3 milioni di anni fa e chiamata AL 666-1, era ritenuta la testimonianza fossile più antica del genere cui apparteniamo, ma a quanto pare le scoperte continuano ancora ad entusiasmarci. I fossili attribuiti al genere Homo risalenti al periodo compreso tra due e tre milioni di anni fa sono estremamente rari. Tra le caratteristiche che collocano il nuovo fossile, ci sono un molare affusolato, una particolare disposizione delle cuspidi dentarie e la forma del corpo osseo della mandibola, tutti tratti tipici del genere Homo.

La parte anteriore della mandibola presenta una morfologia più primitiva, ossia un mento poco sviluppato caratteristico di Australopithecus afarensis, questa caratteristica restringe lo spazio temporale in cui concentrare ora le ricerche sulla comparsa della linea evolutiva umana.




Curiosi si diventa / Rubriche // Scritto da Nicola Silvestris // 23 marzo 2015