SAGINA NASCONDE SORPRESE. BISCEGLIESI PERLUSTRANO IL SITO E SCOPRONO…

Attualità / Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 30 dicembre 2013

SAGINA NASCONDE SORPRESE. BISCEGLIESI  PERLUSTRANO IL SITO E SCOPRONO…


IMG_1702 Una visita informale all’antica chiesetta di Sagina prima dei restauri svela la presenza di tracce sensazionali. Urgono indagini archeologiche prima dei restauri

L’antica chiesetta di Sagina sarà presto espropriata dal Comune di Bisceglie. Seguiranno opere di manutenzione  straordinaria, per consentire il consolidamento statico e il recupero culturale del sito in cui furono rinvenute le ossa dei Santi Martiri.

Da anni inaccessibile al pubblico, se non nel giorno della festa e della celebrazione della Santa Messa in onore dei martiri (il 17 luglio di ciascun anno), il sito è poco esplorato dagli studiosi, che hanno già da anni accertato (lo ha testimoniato anche il prof. Francesco Prelorenzo) la presenza in situ di una industria neolitica risalente al quinto millennio a.C. e lasciato intendere che c’è ancora molto da indagare.

IMG_1724Un sopralluogo informale da parte di un gruppo di appassionati, il 29 dicembre,  ha confermato le ipotesi: Sagina è un luogo da scoprire, archeologicamente, storicamente, culturalmente affascinante. E non è affatto detto, non si possano rinvenire le tracce dell’antico oratorio di San Sergio, che il Sarnelli riferisce fu costruito sul luogo di sepoltura delle ossa dei Santi Martiri, da Tecla de Fabiis, la vedova di nobile famiglia che leggenda vuole raccolse nel 117 le esequie di Sergio e Pantaleone, seppellendole nella villa di sua proprietà della vicina contrada Sagina.

IMG_1709Grazie all’impegno del sig. Sergio Di Clemente della Confraternita dei Santi Martiri (ospite d’eccezione e custode della chiesetta), la visita ha permesso di sondare lo stato dei luoghi e di rinvenire decine di tracce (ora custodite all’interno della chiesetta) di un passato ancora tutto da indagare e già in parte distrutto dal tempo e dal vandalismo.

Crepe che percorrono volte e pareti, infiltrazioni umide di notevole entità, la lapide interna alla chiesa risalente al 1918 e recentemente trovata in frantumi, i marmi dell’altare dispersi, sono solo i più evidenti indizi dell’impellente necessità di opere manutentive.

Ma Sagina ha anche bisogno di altro. Lo studioso Gianfranco Todisco, parte dell’equipe che ha visitato il sito,  afferma vi sia la possibilità, nel luogo indicato (da una lapide del 1853) come quello della sepoltura, dell’esistenza di una grande camera sotterranea sottostante tutta la struttura. A confermarlo, oltre che la sensazione di vuoto al di sotto dell’attuale calpestio dei due ambienti, la presenza di un grande arco di scarico quasi completamente interrato (vedi foto), che lascia presupporre la presenza di una muratura molto importante. 

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l’arco di scarico che lascia intendere la presenza di una camera sotterranea di notevole entità

Da analizzare, anche le sedute poste all’ingresso della chiesetta e costituite da frammenti di lapidi in pietra, mai ad oggi analizzati da alcun epigrafista e che potrebbero rivelare ulteriori indizi circa la presenza di altro alla base della chiesetta.

L’appello del gruppo, che promette di coinvolgere scuole ed istituzioni per sensibilizzare la cittadinanza al tema, è ad effettuare, prima dell’inizio dei lavori di restauro, indagini stratigrafiche con prospezioni georadar e indagini archeologiche nei suoli circostanti, prima che sia troppo tardi per recuperare una importante pagina di storia locale.

Frammento metallico a sbalzi rinvenuto durante l'ispezione.

Frammento metallico sbalzato rinvenuto durante l’ispezione.

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frammenti di ceramiche neolitiche incise rinvenute nell’agro circostante

 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità / Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 30 dicembre 2013