“Ritorno alla terra”: si, ma insieme

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 8 novembre 2016

“Ritorno alla terra”: si, ma insieme

All’esito del VI Forum provinciale sull’Agricoltura del Partito Democratico

Sussidi si, sussidi no. GAL (Gruppi di Azione Locale) si, GAL no. Continuità o discontiuità e responsabilità della politica.
Difficile fare il sunto del Forum provinciale sull’Agricoltura che il Partito Democratico ha ambientato il 7 novembre nelle Vecchie Segherie di proprietà della famiglia Mastrototaro. Perché tanti sono i temi messi nel calderone e su cui, in tre ore quasi di dibattito, non si poteva fare approfondimento: dall’export che sale ma cede su alcuni prodotti alla vendita diretta, dalle fitopatologie d’importazione alla sostenibilità in agricoltura, dal Piano di Sviluppo Rurale della Regione Puglia alle 285.000 imprese che fanno della Puglia una grande regione agricola maledettamente dispersiva, dal vizio della politica di tessere reti di Penelope e cambiare rotta ogni sette anni, gettando via quanto di buono costruito anche in un campo che ha bisogno di lunghi periodi di sperimentazione per produrre risultati misurabili.

Ad intervenire, con riflessioni variegate (pungolate dalla voce della giornalista Alessandra Lofino), sono stati a ruota Angelantonio Angarano   Consigliere comunale – Capogruppo PD, Gianni Naglieri – Responsabile del Forum Provinciale Agricoltura e Pesca PD, Dario Stefano – Presidente della Giunta elezioni ed immunità parlamentari, Raffaele Piemontese – Assessore regionale al bilancio, alle politiche giovanili e allo sport , Giuseppe De Leonardis – Segretario Genrale CGIL Provinciale.

E poi lui, Giuseppe Savino, foggiano, fondatore di Vazapp, che è il riassunto di tutto quello che manca all’agricoltura pugliese: aggregazione e cultura. Giuseppe, giovane pugliesi, è figlio di agricoltori; ha la mente lucida e la testa sulle spalle. È uno dei venti motori di quella squadra di agguerriti comunicatori che ha scelto di sposare il motto della “filiera colta”, perché «dove c’è cultura non c’è bisogno di finanziare l’aggregazione. L’aggregazione diventa un presupposto. Ogni giorno continuiamo a dopare un sistema che non bisogno di fondi pubblici per andare avanti. Abbiamo speso tutto il PSD ma non abbiamo prodotto innovazione: sul campo il padre continua a comandare, il figlio ad obbedire. Al Sud vige ancora la regola che il vicino non va conosciuto e pensato come un alleato, ma combattuto fino alla morte, perché se sul suo campo muore un seme, noi ne potremo guadagnare. Noi insegniamo a fare il contrario, semplicemente mettendo ad uno stesso tavolo i confinanti. Aggiungiamo che dai campi non vanno cacciate le vecchie generazioni. Vanno integrate: un contadino dalle mani ruvide tolto dal campo e messo ad insegnare, guadagnerà in un’ora quello che guadagnerebbe in 10 ore sul trattore. In più produrrà condivisione». 

L’avventura di Vazapp non è fatta solo di belle parole: in 11 cene rurali a casa degli agricoltori, hanno fatto scoprire il co-working ad oltre 120 imprese: ne sono nate la più grande cooperativa di coltivazione dello zafferano in Italia, una società agricola che funziona bene, oltre 30 progetti di cooperazione. «Continuano a dirci che non si può fare, che l’agricoltura non può cambiare modo di essere. Neanche il calabrone, per conformazione alare potrebbe volare. Ma lui non lo sa e vola comunque».

cofDa non prendere sottogamba, le riflessioni del sen. Dario Stefano, già coordinatore della Commissione politiche agricole in Puglia. Pur non avendo avuto la possibilità di confrontarsi con l’attuale assessore all’agricoltura Leonardo Di Gioia, assente al tavolo dei lavori, ha lanciato una serie di sfide interessanti.

A grandi linee ha tracciato direzioni possibili delle politiche agricole che la Puglia, da qui al prossimo decennio, farebbe bene a seguire: no al km 0, perché è sul campo dell’Export che si misura la competitività economica di una regione. Stop alla parcellizzazione del tessuto imprenditoriale, no al populismo «perché sfioriamo il ridicolo quando immaginiamo che un albero contagiato da Xylella vada potato di notte per paura delle proteste». No, soprattutto, alla follia della discontinuità politica «perchè se in pochi anni siamo passati a vinificare in qualità dal 17% al 70%, mettersi oggi a fare altro perché politicamente bisogna sempre virare rotta, equivale a fare sforzi e rifiutarsi di goderne i risultati». Quanto alle grandi battaglie, per Stefàno, vanno combattute sul terreno dell’Europa: «bene parlare di sostenibilità – dice il senatore – ma se poi continuiamo ad importare le ciliegie dalla Turchia e il grano ad alto contenuto tossico da Marocco ed ucraina, che continuiamo a parlare a fare? L’Europa della standardizzazione forzata, che si rifiuta di fare discorsi di territorialità e qualità, è l’unica Europa a cui non ci possiamo arrendere».

 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 8 novembre 2016