CDP: UN ALTRO RINVIO

Attualità // Scritto da Giuseppe Rana // 13 febbraio 2013

CDP: UN ALTRO RINVIO


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Casa Divina Provvidenza


NOTA
Nessun referente delle sette sigle sindacali coinvolte (Usppi, Fials, Fsi, Ugl, Cisl, Uil e Cgil) ha inviato una comunicazione su quanto accaduto al ministero del lavoro.
La redazione di www.bisceglieindiretta.it ritiene che tutto ciò sia scandaloso e irriguardoso nei confronti dei dipendenti della Cdp.

L’incontro che si è svolto ieri a Roma presso il ministero del lavoro è durato circa dieci ore e si è concluso con un ennesimo rinvio a mercoledì prossimo, 20 febbraio.

Nonostante il tempo a disposizione nei giorni precedenti l’incontro, le parti sono giunte all’incontro, per esaminare la soluzione dei 587 dipendenti a rischio licenziamento, senza un’intesa comune. Ognuno fermo sulle proprie posizioni: l’ente ha respinto l’ipotesi di un’amministrazione straordinaria dell’Opera don Uva, i sette sindacati sono rimasti divisi sulle modalità di proposta della mobilità per i dipendenti.

Nel corso dell’incontro al ministero si è ventilata l’idea della messa in vendita del patrimonio immobiliare, per fronteggiare la situazione debitoria nei confronti dello Stato, ammontante a oltre 400 milioni di euro.

I consulenti legali della congregazione delle Ancelle della Casa della Divina Provvidenza hanno scritto in una nota che “nessun amministratore straordinario, sia di nomina giudiziaria che regionale, potrebbe sperare di riportare i conti in pareggio per il semplice fatto che le entrate non sono incrementabili e l’unica ipotesi possibile per una riduzione della spesa, sarebbe solo una riduzione del personale”.

Prosegue Battiante, legale dell’ente: “Pur senza minimamente sottovalutare il grave impatto sociale dei preannunciati 587 licenziamenti ( 287 dei quali lontani dalla pensione), tale provvedimento è ineluttabile per il risanamento del bilancio. Peraltro, si inquadra nell’ambito di un piano industriale che prevede un drastico ridimensionamento anche delle spese per contratti e forniture”.

In questa situazione, l’unico compromesso potrebbe essere quello proposto da alcuni sindacati: ridurre il numero dei 587 dipendenti da licenziare  a soli 300 lavoratori, quelli prossimi al pensionamento, riportando i conti in pareggio con contratti di solidarietà. A fine serata, sul tavolo delle trattative, è giunto un nuovo piano, descritto nei dettagli, su come effettuare tagli e sulla nuova dislocazione dei dipendenti.

L’ente avrebbe voluto subito la firma dei rappresentanti sindacali, che invece hanno chiesto ancora una settimana di rinvio per poter analizzare in maniera approfondita il nuovo piano e sottoporlo alla visione dei lavoratori. Tutto rimandato a mercoledì 20.

 




Attualità // Scritto da Giuseppe Rana // 13 febbraio 2013