Raffaele Sollecito in tv a Domenica In ed Open Space: «Per anni a Meredith hanno detto bugie»

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 12 ottobre 2015

Raffaele Sollecito in tv a Domenica In ed Open Space: «Per anni a Meredith hanno detto bugie»


Due apparizioni nel giro di 24 ore per l’ingegnere biscegliese

Non interviste in esclusiva, come si è voluto far credere ammiccando al pubblico in poltrona, ma tutte ottime vetrine pubblicitarie. Nell’arco di 24 ore Raffaele Sollecito ha praticamente monopolizzato la tv italiana.

Già ospite, martedì 6 ottobre, di Otto e Mezzo su La 7 (link), ha quindi occupato il cuore della domenica pomeriggio degli telespettatori con un’intervista a cura di Salvo Sottile per Domenica In, per passare infine agli studi di Italia 1, ospite di Nadia Toffa, conduttrice del programma Open Space.

Obiettivo, promuovere il libro-verità che lo redime agli occhi dell’Italia, ancora stordita dagli infiniti ripensamenti della magistratura italiana. Stabilito a marzo 2015 dalla Corte di Cassazione (link)  che Raffaele e Amanda non sono i colpevoli dell’omicidio Kercher, lui può lasciarsi alle spalle tutto: media, opinionisti, avvocati, magistrati e carcere.

È quest’ultimo l’argomento chiave del suo “Un passo fuori dalla notte”  (Longanesi, 2015), «Un libro – lo descrive il direttore editoriale Giuseppe Strazzeri – necessario e commovente, che rappresenta un importante lascito civile. Dopo averlo letto sarà impossibile non dirsi: tutto questo poteva capitare a me, a mio figlio, a un amico, a un’amica. Di fronte al clamore di questa vicenda abbiamo tutti pensato di Raffaele Sollecito e di poter esprimere un giudizio su di lui: con Un passo fuori dalla notte Raffaele Sollecito può finalmente far sentire la sua voce. La voce struggente e dignitosa di una persona vera”.

A Raffaele, durante il tour delle interviste tv, hanno chiesto dei lunghi mesi nel carcere di massima sicurezza, delle avances subite dai compagni di cella, della follia sfiorata in cella d’isolamento, dei delitti irrisolti che vedono coinvolti Massimo Bossetti e Annamaria Franzoni, del giudizio dei media sulla sua vita e la sua personalità.

A Meredith, il 29enne naturalizzato biscegliese, vorrebbe dire oggi «di guardare in faccia la verità, perché per anni le hanno detto bugie», mentre  Amanda, per cui non prova più né rabbia, né affetto né simpatia, vorrebbe probabilmente solo poterla dimenticare:  «Aveva un carattere eccentrico – dichiara alle telecamere di Raiuno – ha avuto degli exploit infantili, ma la conoscevo solo da 5 giorni e dopo una vicenda del genere non potevo pensare ad un rapporto che potesse durare. Oggi condividiamo questa triste esperienza, non ci vediamo mai, ci sentiamo poco solo telefonicamente». Tuttavia Raffaele non ha mai avuto dubbi su di lei, eccetto «quando ha fatto delle affermazioni su qualcuno che ha tirato in ballo. Ma pur dubitando, sapevo che quella sera era a casa mia e difficilmente avrebbe potuto commettere l’omicidio».

Di tutto l’accaduto, Raffaele può rimproverarsi oggi un’unica cosa: non essersi difeso subito. «Mi sono presentato dagli inquirenti da solo e senza avvocato, come ha fatto Amanda. Mentre i vicini di casa si sono comportati diversamente. La verità non è la fiction che i media hanno presentato. Anche i giudici della Cassazione hanno bacchettato i giornalisti. Dopo il caso mediatico che tutta l’opinione pubblica aveva ormai… Era difficile fare marcia indietro».

Perché comprare e leggere il suo libro, Raffaele lo spiega bene a tutte le telecamere: «Quello che è capitato a me può capitare a chiunque. E le cicatrici che lascia una vicenda così sono tante e profonde».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 12 ottobre 2015