Punti forti e criticità: l’opinione di Confcommercio sull’alternanza scuola-lavoro

Attualità // Scritto da La Redazione // 27 febbraio 2017

Punti forti e criticità: l’opinione di Confcommercio sull’alternanza scuola-lavoro

Intervento del direttore Leo Carriera

Un’interazione costruttiva tra scuola e impresa. È l’auspicio, più che la fotografia dell’esistente, riguardo il progetto dell’alternanza scuola-lavoro secondo Leo Carriera, direttore Confcommercio Bari-Bat, il cui interessante intervento rimarca, con spirito propositivo, sia i punti forti dell’idea che le criticità emerse nella sua concreta applicazione.

«Quando più di un anno fa si è cominciato a parlare di alternanza scuola lavoro, l’argomento era stata presentato come la questione più urgente da affrontare, anche nell’ambito della tanto contestata riforma della “buona scuola”.

L’obiettivo principale era quello di attivare uno strumento che contribuisse alla diminuzione della disoccupazione giovanile, attraverso l’istituzione di 400 ore di stage che i ragazzi degli ultimi tre anni di scuola superiore devono svolgere in aziende private/pubbliche o enti vari, al fine di aumentare le loro possibilità di inserimento nel modo del lavoro, una volta terminato il percorso scolastico.

Oggi è ancora prematuro tirare un bilancio di questo progetto, a causa del poco tempo trascorso per cui, dopo poco più di un anno, diventa difficile valutare se la strada intrapresa è quella giusta.

Confcommercio è un’associazione di Categoria che si occupa delle imprese in particolare le piccole. Queste, il più delle volte, non hanno un’organizzazione interna strutturata perché sono per lo più amministrate e gestite a livello familiare.

Il primo compito che Confcommercio si trova ad affrontare, quindi, è quello di far comprendere alle stesse il valore dell’alternanza scuola lavoro quale strumento importante di formazione dei giovani che, in tal modo, arriverebbero preparati nel mondo del lavoro, possedendo il bagaglio teorico ricevuto nella scuola e gli elementi tecnici appresi negli stage effettuati all’interno delle aziende.

È importante che le imprese, anche piccole, comprendano questo valore e lo considerino uno strumento utile non per avere mano d’opera a costo zero, sia pure per un periodo di tempo limitato, ma per preparare i giovani nei rispettivi ambiti di competenza perché essi, a loro volta, possono diventano un risorsa per le stesse aziende in cui si sono formati.

Di contro, l’alternanza scuola-lavoro deve servire a far comprendere alla scuola che l’apprendimento on the job non toglie il tempo alle lezioni canoniche svolte nelle aule scolastiche ma riduce il gap tra teoria e pratica.

Se non si comprendono questi aspetti fondamentali, che sono complementari tra loro, si rischia che questo progetto si trasformi in un ennesimo caso di sfruttamento del lavoro giovanile mentre invece, per le aziende, ospitare gli stage significa rivestire un’importante ruolo di collante con il mondo del lavoro.

In questa prospettiva noi di Confcommercio di Bari e Bat abbiamo inteso dare il nostro contributo al territorio, mettendo a disposizione degli istituti scolastici, per il tramite del comune di Bari, sia pure a livello sperimentale, la nostra piattaforma sulla sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro, per la formazione base dell’allievo sui temi della sicurezza, in quanto riteniamo che, prima di qualsiasi attività al di fuori delle aule scolastiche ed all’interno di una azienda, la formazione sulla sicurezza diventa fondamentale per i giovani che si approcciano al mondo del lavoro.

Assistiamo in questo periodo a richieste continue da parte degli istituti scolastici alle aziende, affinché ospitino gli allievi, considerato anche che il Registro nazionale dell’alternanza, tenuto presso le Camere di Commercio, non ha avuto la necessaria pubblicità per far comprendere il suo utilizzo da parte delle imprese.

Diventa pertanto difficile trovare contemporaneamente più aziende che ospitino i tirocinanti, considerato che la maggior parte delle richieste avviene ormai ad anno scolastico iniziato, per cui si crea una concorrenza spropositata nel trovare imprese pronte a ricevere i ragazzi, e dunque, trovare una soluzione, diventa difficile.

Occorre puntare ad una migliore programmazione delle attività e cercare di spostare verso la fine all’anno scolastico queste attività.

Come associazione di categoria ci sentiamo impegnati nel realizzare il progetto di alternanza scuola lavoro, cercando di dare il nostro supporto nella convinzione che il percorso sia ancora da perfezionare stante la sua recente attuazione.

Siamo consapevoli, altresì, che problemi da risolvere ce ne siano ancora molti, ma intravediamo ottime potenzialità per lo sviluppo delle aziende e del territorio.  

Il problema di fondo resta quello di far comprendere ai soggetti interessati che l’alternanza scuola-lavoro non è un regalo alle aziende a scapito dei giovani, ma che gli stage servono ai giovani per farli uscire dalla scuola-teorica e semplificare il loro ingresso nel mondo del lavoro».




Attualità // Scritto da La Redazione // 27 febbraio 2017