Progetto Policoro: ecco come la Chiesa ha creato occupazione

Cultura / Sociale // Scritto da Serena Ferrara // 8 novembre 2014

Progetto Policoro: ecco come la Chiesa ha creato occupazione


Oltre 100 sogni occupazionali realizzati in Puglia attraverso l’autoimpiego. E’ fatto di numeri, ma sopratutto di speranza e umanità, il Progetto Policoro, iniziativa di supporto a chi cerca lavoro promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana tramite Ufficio Nazionale per i problemi Sociali e del Lavoro, Ufficio Nazionale per la Pastorale Giovanile e Caritas Italiana, con la collaborazione di aggregazioni laicali che si ispirano all’insegnamento sociale della Chiesa.

Due, le filiere del progetto: Evangelizzazione (impegnata nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo ai giovani nel mondo del lavoro) e Formazione (che si adopera per diffondere una nuova cultura del lavoro ispirata ai valori umani e cristiani della responsabilità personale, della solidarietà e della cooperazione). Entrambe, hanno dato i loro frutti, anche nella diocesi di Barletta-Andria-Trani.

A presentare gli esiti degli ultimi tre anni di impegno, presso il Museo Diocesano di Bisceglie, venerdì 7 novembre 2014, sono stati Irene Frisari, Animatore uscente di Comunità Progetto Policoro (che presto passerà la palla a Francesco Amorese), Don Matteo Martire, Tutor di Progetto Policoro e i presidenti dei due “gesti concreti” di solidarietà, le nuove attività produttive giovanili avviate.

Si tratta dell’Associazione di promozione Sociale MAT5, e della Cooperativa Sociale LIACE S.r.L. – Onlus.

La prima realtà, con sede legale in Bitritto, presentata dalla vicepresidente Rosa Pellegrino, mette in rete quattro diocesi per offrire servizi specialistici di consulenza, orientamento, formazione, promozione e marketing territoriale, elaborazione di nuovi itinerari di turismo sostenibile e turismo tematico con l’obiettivo di creare nuove opportunità lavorative. Prende il nome dal quinto capitolo 5 del Vangelo di Matteo (Beatitudini) e, in appena sei mesi, è riuscita a realizzare il sogno di un’associazione per la promozione della cima di rapa nel territorio di Minervino Murge vinceno un bando della Regione Puglia per l’ideazione dei Laboratori Urbani. In cantiere ha un lungo elenco di attività.

Presentata dalla prof.ssa Ida Mari Catalano, presidente della cooperativa sociale, la LIACE S.r.L. ha invece sede legale in Bisceglie, presso il Museo Diocesano e gestisce il Laboratorio L.I.A.C.E. (Laser Innovation in Artwork Conservation and Education) dell’Arcidiocesi di Trani Barletta Bisceglie. Qui la tecnologia laser è utilizzata   nel restauro di opere d’arte in materiale lapideo, ligneo, ceramico e  dei manufatti metallici (oro, argento, rame, bronzo e ferro). Realtà unica per l’Italia meridionale, LIACE nasce nel 2011 su iniziativa di ricercatori operanti nel campo dell’ Elettronica Quantistica presso il Dipartimento Interateneo di Fisica “M. Merlin” dell’Università degli Studi di Bari e sogna di acquisire due strumentazioni per la diagnostica e tre sorgenti laser, per non dover più dipendere dai prestiti dell’Università. Per questo ha presentato un progetto alla Regione Puglia, in attesa di riscontri.

Tra le iniziative portate a termine da Irene Frisari e don Matteo, oltre alle attività di formazione, consulenza lavorativa ed evangelizzazione in scuole, parrocchie, associazioni di tutto il territorio, anche l’avviamento di un fondo per il microcredito d’impresa.

Presente all’incontro, oltre al vicesindaco Vittorio Fata, anche l’Arcivescovo Giovan Battista Pichierri, che, in chiusura dei lavori ha commentato: «19 anni fa, quando don Mario Roberti ebbe l’intuizione, da Torino, di avviare il Progetto Policoro al Sud., nessuno di noi credeva potesse attecchire anche al Nord. Invece è stato un successo. Molti giovani, anche laureati, vivono passivamente la loro condizione di disoccupazione. Il Progetto Policoro vuole invece puntare su queste risorse inespresse, stimolando la creatività, l’autostima e l’ottimismo. I due “gesti concreti” che riguardano la nostra Diocesi, sono segni evidenti che “si può fare di più”, senza promettere posti fissi o stipendi da statali. Dobbiamo insistere».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura / Sociale // Scritto da Serena Ferrara // 8 novembre 2014