Presentato al pubblico il Servizio Volontario Europeo: un’opportunità di crescita per docenti e alunni

Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 14 dicembre 2016

Presentato al pubblico il Servizio Volontario Europeo: un’opportunità di crescita per docenti e alunni

Per la prima volta in Italia il progetto ha avuto una scuola come ente di accoglienza

Nella Sala conferenze del Castello di Bisceglie si è tenuta, martedì 13 dicembre, la presentazione del Servizio Volontario Europeo “C.R.E.S.C.A.”, un progetto internazionale finanziato dalla Commissione Europea all’interno del programma Erasmus+.

L’incontro, moderato dalla professoressa Lucrezia Germinario, referente del progetto, è stato un’occasione non solo per conoscere le modalità di svolgimento e di fruizione dello SVE ma, soprattutto, per ricominciare a guardare la scuola come fonte di opportunità e di crescita.

Come ha spiegato Luigi Balacco, coordinatore progetti S.V.E. dell’associazione InCo, il Servizio Volontario Europeo permette ai giovani di età compresa dai 16 ai 30 anni di andare all’estero per partecipare a progetti di volontariato in svariati ambiti: dall’animazione giovanile alle attività culturali, dall’ assistenza sociale alla tutela dell’ambiente.

Professoressa Lucrezia Germinario, referente del progetto

Professoressa Lucrezia Germinario, referente del progetto

Per la prima volta in Italia, dopo vent’anni di attività, l’azione progettuale ha avuto una scuola come ente di accoglienza: la secondaria di primo grado “Battisti-Ferraris” di Bisceglie, affiancata dall’Istituto ITET “Salvemini” di Molfetta, ospita da settembre due giovani volontarie che supportano le lezioni di lingua inglese e contribuiscono ad accrescere le competenze linguistiche degli studenti.

Le perplessità iniziali che un un’idea così innovativa inevitabilmente ha suscitato, si sono diradate dopo i primi tre mesi di operatività.

«Le ricadute di questo progetto con cui ci siamo messi alla prova e che ci ha consentito di offrire un’offerta formativa di qualità-ha sottolineato la Dirigente Maria Sciancaleporesi possono toccare con mano fin d’ora: accogliere le giovani volontarie, portatrici di culture differenti dalla nostra, ha permesso agli alunni di scoprire ed apprezzare le diversità e di eliminare i pregiudizi e ai docenti di aprire gli orizzonti ad altre possibilità educative».

Non è facile per un docente innovare il proprio ruolo e trasformarsi da depositario indiscusso del sapere a facilitatore di un processo di scoperta che veda protagonisti gli studenti.

«Nell’apprendimento non formale, che esula dal curricolo-ha continuato la Dirigente della “Battisti-Ferraris”-la relazione tra insegnante e alunno non è più verticale e severa, ma orizzontale, in un rapporto alla pari dove c’è anche il diritto di sbagliare».

Giovani volontari SVE

Giovani volontari SVE

Queste nuove forme di istruzione dovrebbero interagire molto più spesso con quelle tradizionali perché gli studenti di oggi hanno modalità di apprendimento differenti da quelle dei loro antenati ed anche perché garantiscono risultati migliori in termini di partecipazione e coinvolgimento.

«I nostri allievi hanno fatto richiesta esplicita di venire a scuola anche di pomeriggio per avere maggiori possibilità di incontro, scambio e crescita con i volontari» ha confermato Donato Ferrara, Dirigente dell’ITET Salvemini.

La serata è proseguita con la visione di video esplicativi sullo SVE e con le testimonianze sia dei giovani volontari che degli alunni delle scuole che li hanno accolti.




Attualità // Scritto da Elisabetta De Mango // 14 dicembre 2016