POMPEO CAMERO: “PERCHE’ DOBBIAMO DIRE SI ALL’AREA METROPOLITANA DI BARI”

Opinioni // Scritto da La Redazione // 6 dicembre 2012

POMPEO CAMERO: “PERCHE’ DOBBIAMO DIRE SI ALL’AREA METROPOLITANA DI BARI”


Comunicato stampa dell’Ass. Prov. BAT Camero Pompeo

Ass.Prov. BAT Pompeo Camero

Domenica 9 dicembre noi biscegliesi siamo chiamati per esprimere la nostra volontà sulla collocazione amministrativa della città: se rimanere nella Provincia di Foggia (come già previsto dal decreto legge n. 188/2012) o se entrare nella Città Metropolitana di Bari. Sarà soltanto un parere, è bene ribadirlo, ma l’intento del Consiglio Comunale è di indurre il Parlamento a tenerne conto in sede di conversione in legge del decreto che ci ha confinato nella Daunia. Chi ci ha seguito negli ultimi anni sa bene che ci siamo scrupolosamente battuti per la sopravvivenza della VI Provincia pugliese. Non era la nostra una battaglia dettata da ragioni di campanile bensì dall’esigenza di ridare al territorio del nord barese, dignità ed autonomia decisionale, troppo spesso oscurate nel corso della nostra permanenza in Provincia di Bari. Vero è che la breve esperienza della BAT ha dimostrato che avevamo ragione!

Per aver utilizzato totalmente gli stanziamenti regionali, nazionali e comunitari, la Provincia di Barletta Andria Trani è stata consacrata tra le più efficienti d’Italia! Ora, in nome della “spending review”, siamo costretti a chiudere battenti anzitempo, per aggregarci ad un’altra provincia ovvero per ritornar con Bari, questa volta in un contesto istituzionale tutto da scrivere. Nell’inerzia della Regione Puglia, il Governo ha già deciso per noi, trasferendoci d’ufficio in Capitanata, nonostante siamo sempre stati nel nord-barese e mai nel sud-foggiano. Una decisione che contraddice la nostra storia, le nostre tradizioni, se confermata in sede di conversione in legge dell’infausto decreto, non ne potremmo accettare gli effetti in quanto ci vedrebbe penalizzati oltre ogni immaginazione.

La Provincia di Foggia è talmente vasta e caratterizzata da una sua vocazione agricola e turistica, diversa dal nostro contesto, da esser difficilmente compatibile con una programmazione di sviluppo dell’area nord-barese-ofantina. Rischieremmo concretamente di veder vanificati gli sforzi ed i notevoli passi in avanti compiuti in seno alla BAT, diventando la periferia di una provincia, con scarsi mezzi per poter garantire pari opportunità di sviluppo alle nostre comunità. Soprattutto per questo motivo, in attesa di tempi migliori per poter coltivare il nostro sogno di essere ente intermedio autonomo da Bari e Foggia, oggi dobbiamo fare la scelta più conveniente per la nostra economia, le nostre infrastrutture, i nostri porti, i trasporti, l’ambiente, i settori dell’istruzione, della formazione e del Lavoro. Non possiamo ignorare gli stanziamenti che la Regione, lo Stato e la stessa Unione Europea destineranno alle Aree Metropolitane. In quest’ottica, non vi è alcun margine per i dubbi, in quanto il nuovo soggetto istituzionale godrà di una serie di provvidenze che sarebbe grave errore sottovalutare.

Finanziamenti destinati all’intero territorio Metropolitano, in un quadro di interventi pianificati e coordinati al fine di garantire lo sviluppo omogeneo dell’area interessata. In merito a questa novità, abbiamo colto qualche perplessità sul minor “peso” che, secondo alcuni, avrebbero i Comuni appartenenti all’Area Metropolitana. Oggettivamente timori ingiustificati! I Comuni saranno sicuramente più forti di quanto lo siano adesso, per via delle maggiori risorse disponibili, per via delle funzioni che non saranno sottratte, bensì esercitate congiuntamente agli altri partners. Oltre ad avere tutte le competenze riservate alle province, all’area metropolitana sono riconosciuti anche poteri di rango regionale, come la pianificazione territoriale delle reti infrastrutturali, un sistema coordinato di gestione dei servizi pubblici, la promozione ed il coordinamento dello sviluppo economico e sociale.

Abbiamo buoni motivi per ritenere che la scelta della Città Metropolitana di Bari rappresenterà per Bisceglie – città cerniera per la BAT – la certezza di potenzialità e possibilità di sviluppo, se riusciremo a cogliere nel nuovo soggetto istituzionale, le finalità innovative che favoriscono la crescita armoniosa dell’intera area, attraverso provvedimenti coordinati e rivolti a far crescer tutti i centri ad essa appartenenti. La garanzia di un’evoluzione favorevole alla nostra città, senza le discriminazioni del passato che tanto ci hanno penalizzato, scaturirà dallo Statuto del nuovo Ente. Una carta fondamentale per il nostro futuro non sarà di certo imposta ai Sindaci ma nascerà con il contributo di tutte le comunità partecipanti, una garanzia che rinviene direttamente dall’art. 118 della Costituzione, laddove prevede espressamente che “Le città metropolitane sono coinvolte, con gli altri enti territoriali, nell’attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale”.

 




Opinioni // Scritto da La Redazione // 6 dicembre 2012
  • MARI

    non ce la faccio a leggerlo/reggerlo tutto