Perizia di Puglia Scoperta sul muro e la cantina di Palazzo Fiori: abbatterli è una operazione low cost

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 17 novembre 2014

Perizia di Puglia Scoperta sul muro e la cantina di Palazzo Fiori: abbatterli è una operazione low cost


Sono favorevole all’iniziativa, ma non ne abbiamo le forze economiche. Per l’esproprio e per abbattere il muro e la cantinola di Palazzo Fiori serve 1 milione di euro“. Fu così che, a gennaio, il sindaco francesco Spina si espresse sull’esproprio del muro e del box che oscurano Villa Fiori , suggerito dal Ministero dei Beni Culturali (leggi qui) e sostenuto (dal 2012) dall’ass.ne Puglia Scoperta e dal comitato locale del Forum Nazionale “Salviamo il Paesaggio”.

Nell’occasione diede mandato al dott. Gennaro Papagni, presidente di Puglia Scoperta, di farsi promotore di una campagna di fund raising utile a reperire i fondi necessari.

A quasi un anno di distanza dal disperato appello, Puglia Scoperta  ha voluto stimare, per conto proprio, l’effettivo valore dell’immobile.

L’esito della perizia per la stima dell’indennità di esproprio effettuata dal prof. ing. Benedetto Manganelli, professore associato di Estimo presso la Scuola di Ingegneria dell’università degli Studi della Basilicata, è sconcertante: non 1 milione di euro e neanche i 100.000 euro circa supposti dall’associazione, ma 39.366 euro in totale. Il valore del muro, secondo i calcoli accurati del docente, sarebbe di  2.166 euro e quello del box (di circa 48 mq) di 37.200 euro.

A voler espropriare anche lo spazio comune antistante il villino secentesco, vincolato ai sensi del dl n.42 del 2004 si raggiungerebbero gli 83.500 euro. L’esproprio, ricorda nel documento l’ing. Manganelli, oltre che consigliato dal Ministero e dalla Regione Puglia, è anche compatibile con le prescrizioni della variante al PRG adottate dal consiglio comunale con delibera del 4 aprile 2014.

Ora, Puglia Scoperta, vuole vedere le carte, i documenti da cui risulta che il valore del muro e del vano è di 1 milione di euro. Una controperizia con il Comune, che ha già commesso l’errore di inserire i box tra i “beni culturali”, attesti di non avere altre riserve sull’esproprio e la demolizione, stante il fatto che nessuna risposta formale all’invito del Ministero è mai ancora stata espressa.

Le domande che Puglia Scoperta pone al primo cittadino, sono inequivocabili: innanzitutto «Alla luce della stima elaborata dal Prof. Manganelli, intende annullare il provvedimento contenuto nell’attuale variante al P.R.G., in base al quale il box in questione risulterebbe classificato come “bene culturale”? »

E poi: « Arrivati a questo punto, è stabilito con certezza che l’esproprio dei manufatti posticci è LEGITTIMO sul piano normativo (lo prova l’intervento del Ministero) e che il prezzo di indennità di esproprio è, tutto sommato, modico (lo prova questa consulenza universitaria). Considerato che Lei si è detto, in più occasioni e pubblicamente, a favore della campagna portata avanti dall’ass.ne, intende a questo punto procedere con l’esproprio?»

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 17 novembre 2014