Partecipazione e coinvolgimento per la consulta delle politiche di inclusione sociale

Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 15 aprile 2016

Partecipazione e coinvolgimento per la consulta delle politiche di inclusione sociale

Il secondo forum pubblico
Consulta della cultura, Luigi De Pinto

Consulta dell’inclusione sociale, il presidente Luigi De Pinto

È tornata a riunirsi pubblicamente la Consulta delle politiche di inclusione sociale, istituita nel 2013 (con delibera di consiglio comunale n.22 dell’1/08/2013) e presieduta da Luigi De Pinto. Tra le consulte più attive e partecipate del territorio, è composta  da 14 associazioni, ma è già pronta ad accoglierne altre. «Il bando lanciato dopo l’istituzione, è un bando da considerarsi aperto. Chiunque può fare richiesta di adesione» ci ha tenuto a precisare il presidente e a ribadire, in chiusura l’assessore ai servizi sociali Vincenzo Valente.

Duplice lo scopo dell’incontro, cui hanno preso  parte 22 associazioni (AVO, Anteas, Tandem Onlus, AIDO, Oratorio San Matteo, Coop soc. Uno Tra Noi, Fidapa, Ass. Porta Aperta, Ass. Un Mondo per Tutti, Rotary club, Volontariato Vincenziano, Ass. Diversamente Uguali, Avis, Laboratorio cittadino di Pastorale Sociale, Futuro Anteriore, Zona Effe, Pro Loco Bisceglie, coop. Arca dell’Alleanza, ass. Lucrezia Borgia, Ass. Misericordie d’Italia, coop. Pegaso onlus, Ass. I Care: mi stai a cuore): fare il punto sul già fatto e parlare di “cultura, opportunità e percorsi” legati al mondo dell’associazionismo locale.

Ben 11 i progetti valutati dalla consulta e sottoposti all’attenzione del comune di Bisceglie (saranno gradualmente presentati all’Ambito Sociale di Zona Trani-Bisceglie) in un anno di incontri mensili: uno riguarda le spiagge accessibili ai disabili (ed è già in cantiere), l’altro la sensibilizzazione contro il gioco d’azzardo (che l’associazionismo cattolico sta già affrontando); gli altri affrontano le tematiche della sensibilizzazione contro la violenza di genere, dell’inserimento lavorativo tramite la creazione di un orto sociale (altro progetto già lanciato), la nascita di un centro di aggregazione giovanile, la mappatura della dispersione scolastica e l’avvio di un servizio di doposcuola tarato sulle esigenze del territorio (in corso),  la creazione di uno sportello di ascolto tra genitori e insegnanti, la mobilità sostenibile per disabili ed anziani. Tra i progetti anche un laboratorio danceability ed uno (prossimo a partire con il nome di “Io Lavoro to push up talents”), per l’attivazione di tirocini lavorativi destinati ai disabili. Tutti rispondono a precise richieste “dal basso”, su cui si è fatta sintesi fruttuosamente durante l’incontro.

Sul ruolo dell’associazionismo, con una sintetica lectio magistralis che ha toccato più ambiti, è intervenuto il dottor Mauro De Cillis, capo servizio del settore Servizi Sociali del Comune di Bisceglie, che ha fornito alla platea dei partecipanti paradigmi stoici, antropologici, sociologici e pillole di legge legati al terzo settore.  Una sorta di vademecum, che risponde ad una richiesta di formazione e informazione avanzata già da tutte le associazioni.

«L’associazionismo si fonda sul primo principio del vivere sociale – ha spiegato – : accettare e condividere la mutilazione dei diritti individuali in favore dei diritti collettivi, che hanno valore superiore alla somma dei singoli diritti individuali. Ci si associa sempre per utilità: l’associazionismo caritatevole dopo un poco stanca ed è naturale stare con gli altri per una forma di convenienza, per una utilità, che va valorizzata». 

Forti le parole di Irene Turturro, esperta in programmazione sociale, impegnata in progetti di inserimento lavorativo anche a Bisceglie: «Quando si parla di terzo settore, sempre più spesso di parla di presa in carico del disagio sociale. Per mancanza di risorse, personale, tempo, l’ente locale non è in grado di rispondere autonomamente a tutte le richieste, ma può e deve assumersi il compito di accompagnare il territorio a diventare autonomo, promuovendo la solidarietà cittadina. Nel concreto si tratta di individuare un luogo in grado di fare sintesi e di invitare costantemente le associazioni a scommettere sul proprio futuro, mettendo a disposizione di tutta la comunità le proprie risorse interne».

Tattico l’intervento del sindaco Francesco Spina, che ha colto l’occasione per ringraziare le associazioni per la funzione di supporto all’ente pubblico e per fare presente che molte delle disfunzioni nei rapporto tra terzo settore e comune sono indipendenti dalla volontà comunale.

«Le associazioni oggi hanno una funzione pubblica: – ha affermato il primo cittadino– gestiscono i castelli e i parchi, si occupano di disabilità, aiutano le mamme in difficoltà… Quello che per noi era un fare di necessità virtù, a causa dei pochi fondi che raggiungono l’ente, oggi è diventato il modello d’eccellenza che la Regione ha adottato su vasta scala».

Lanciando un appello accorato alle associazioni, per fare pressioni affinché il Piano Sociale di Zona finalmente funzioni, il sindaco ha quindi confessato che: «È vero, la politica è fatta di burocrazia e a volte ci si avvita su logiche astruse perdendo di vista il servizio. Così è accaduto per il Piano Sociale di Zona, oggi nelle sabbie mobili. I nostri servizi sociali sono ingessati, pur essendoci le risorse necessarie. È questo il motivo per cui ne ho richiesto il commissariamento. Invito il mondo del sociale, che risponde così bene a questa consulta, a fare squadra e pretendere. Lanciamo un grido di aiuto collettivo nei confronti della regione Puglia, affinché riorganizzi gli ambiti e sblocchi la situazione».

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cultura // Scritto da Serena Ferrara // 15 aprile 2016