BLOG | Parchi chiusi e mamme incazzate: abbiamo perso l’orizzonte del 2020

Ambiente / Attualità / BLOG / IL PIZZICOTTO // Scritto da Serena Ferrara // 2 dicembre 2015

BLOG | Parchi chiusi e mamme incazzate: abbiamo perso l’orizzonte del 2020


Cicli e ricicli della natura, si direbbe. E invece qui la natura non c’entra niente. La questione “parchi chiusi” o, al meglio, “aperti tanto per aprire”, è storia di sempre. Non ha mai incontrato una soluzione economicamente e strategicamente efficace per offrire ai cittadini, in una città che si candida a vincere (a per lo meno a tentare decorosamente) la sfida del 2020, il diritto a condividere quella politica ambientale comunitaria e comune che si fissa tre obiettivi: salvaguardare la qualità dell’ambiente, proteggere la salute umana e garantire un uso razionale delle risorse naturali.

L’addio del parco di via Padre Kolbe, già Tartaruga Family Park e la chiusura temporanea del Parco della Misericordia, hanno messo giustamente le mamme sul piede di guerra. Perché loro, alla ricerca di angoli di verde urbano per i passeggini, i cagnolini e i giochi dei bambini, non sanno dove andare. Il Parco di Sant’Andrea apre e non apre, quello delle Beatitudini (fresco di rampa disabili che nessuno ha mai ancora provato) spalanca i cancelli solo d’estate, l’orto botanico è spesso aperto ma va ripopolato… gli altri, banalmente, non ci sono.

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Scivolo inutilizzabile, parco San Pietro

12312566_10206959965551060_868794684_nIl disagio diventa rabbia se gli unici spazi verdi periurbani fruibili, come quello del quartiere San Pietro, si presentano come quello ritratto dalle fotografie che ci invia una lettrice: scivoli rotti, fontane che zampillano quando decidono e non a comando, erbe infestanti, frammenti di arredi urbani esposti come trofei di atti vandalici, segni di abbandono che non rassicurano. Il concetto di “oasi”, anche psicologicamente, non tiene.

Qual è la strategia ambientale del Comune di Bisceglie? – si chiedono le mamme in cerca di luoghi sicuri e attrezzati dove evadere qualche minuto al giorno.

Ad oggi, si sa solo che il Comune ha stanziato – finalmente con gara d’appalto – 400.000 euro per i lavori di manutenzione ordinaria del verde urbano nel biennio 2016-2017. Basta?

L’adozione di un Regolamento per il Verde Pubblico e di un Piano del Verde Urbano (ad integrazione del PRG) sono passi necessari, così come il monitoraggio di ingressi, uscite e target dei frequentatori delle aree verdi urbane. Almeno per capire dove siamo e dove si vuole andare.

I vantaggi (efficaci gli schemi dell’ISPRA, che riportiamo di seguito) di una corretta gestione degli spazi verdi urbani, in termini di “servizi” ambientali, socio-culturali ed economici prestati alla comunità sono evidenti. Ne siamo convinti come loro: parchi sani, aperti e ben gestiti insegnerebbero ai cittadini anche a gestire meglio i rifiuti di tutti i giorni, con grossi risparmi da parte dell’amministrazione comunale. Entrare in un’ottica di “servizi ambientali” resi alla città: «sul piano comunicativo arricchisce la comunicazione ambientale di contenuti più direttamente comprensibili ad un target non sempre specializzato, perché più vicini alla logica e alla vita di tutti i giorni dei cittadini»,  è l’unica soluzione.vantaggi di un parco

E poi, come hanno fatto le città più evolute, sarebbe l’ora di pensare ad una “messa in rete” o “messa a sistema” delle aree verdi comunali, eterogenee per genesi, tipologia, identità, destinazione ed utilizzo… magari con un circuito di piste ciclabili finalmente sensato.

Perché invece, dopo anni di tentativi andati a vuoto, continuiamo a fare finta che il verde sia un accessorio? Abbiamo perso l’orizzonte del 2020.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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