OMICIDIO MOJO, CASO IRRISOLTO AD UN ANNO DALLA SCOMPARSA

Cronaca // Scritto da Serena Ferrara // 28 febbraio 2014

OMICIDIO MOJO, CASO IRRISOLTO AD UN ANNO DALLA SCOMPARSA


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Il palazzo in via Monte Sabotino, in cui risiedeva la sig.ra Mojo

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E’ ancora avvolto dal mistero, il caso di Giuseppina Mojo, la novantacinquenne ritrovata senza vita nella sua abitazione, il 15 febbraio 2013.

Legata mani e piedi e poi soffocata. Forse con lo stesso nastro per imballaggi utilizzato per chiuderle la bocca e non farla urlare.
Questo quel che dissero gli investigatori a pochi giorni dall’omicidio di via Monte Sabotino che sconvolse il quartiere. E su cui, dopo poche settimane, è caduto il velo del silenzio.
Non fu lasciata alcuna testimonianza, alcuna traccia da chi entrò in casa, uccide barbaramente la donna di notte e portò via tutto quello che di valore era in casa.
L’unica porta che presentava segni di scardinamento, era quella che metteva in comunicazione gli appartamenti della signora Mojo, con lo studio medico del iglio, il dott. Papagni. L’ipotesi del pm Michele Ruggiero fu che l’assassino si fosse confuso tra i pazienti, restando chiuso in bagno o in sala d’attesa fino al momento di compiere l’atto criminoso.

Si ipotizzò anche che nei fatti fosse coinvolta la badante, ipotesi poi decaduta per assenza di prove.
Un anno dopo il delitto, , parenti e conoscenti si sono ritrovati a celebrare l’anniversario dalla scomparsa della donna. Con l’orrore ancora negli occhi e la rabbia di non sapere a chi attribuire la colpa di un episodio brutale.  

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Cronaca // Scritto da Serena Ferrara // 28 febbraio 2014