Omicidio Kercher, Sollecito e Knox assolti

Cronaca // Scritto da Cristina Giovenale // 27 marzo 2015

Omicidio Kercher, Sollecito e Knox assolti


letta la sentenza definitiva del delitto di Perugia

I giudici della Cassazione hanno assolto Knox e Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher avvenuto a Perugia il primo novembre 2007, “perché il fatto non sussiste“. Dopo otto anni di battaglie legali Raffaele e Amanda sono stati giudicati innocenti.

La sentenza è stata letta alle ore 22.30 del 27 marzo 2015 a Roma, dopo dieci ore di camera di consiglio, dal presidente Gennaro Marasca nell’aula Magna della quinta sezione penale della corte di Cassazione; a dare per primi la  notizia in diretta, la trasmissione di Rete Quattro Quarto Grado. Raffaele Sollecito ha udito la lettura della sentenza in compagnia della sua famiglia e degli amici più stretti, a Bisceglie e non in aula.

Cruciale e decisiva l’aringa  pronunciata dinanzi ai giudici dall’avvocato Giulia Bongiorno che a difesa del suo assistito, Raffaele Sollecito, ha detto: “Raffaele come Forrest Gump, assolvetelo!“.

I giornalisti sono al momento dinanzi al cancello d’ingresso della villa della famiglia Sollecito, dalla quale secondo quanto riporta Quarto grado si odono urla e pianti di gioia. “Finalmente è finita“, ha commentato Vanessa Sollecito, sorella di Raffaele ai giornalisti dell’Ansa.

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Francesco Sollecito ai microfoni di Quarto Grado

Francesco Sollecito, padre di Raffaele, da sempre vicino al figlio durante gli anni del processo ha dichiarato: “Da domani ricominciamo a vivere; noi abbiamo sempre avuto un pensiero per la famiglia di Meredith che ha subito la perdita più importante, ma anche loro oggi potranno dire che c’è stata giustizia perché l’unico responsabile dell’omicidio commesso sta scontando già una pena“.

Intanto, sul profilo Facebook di Raffaele Sollecito giungono a pioggia commenti di auguri e congratulazioni per l’esito positivo della sentenza, da ogni dove dall’Italia e anche dall’estero.

La notizia sta rimbalzando sui social network e sta facendo il giro del mondo, tanto che sull’homepage della CNN c’è una foto della Knox titolata come “not guilty“,non colpevole; tuttavia Amanda è stata condannata a  tre anni per il reato di calunnia ma la pena è stata già scontata; l’unico condannato in via definitiva, in concorso con il rito abbreviato, è stato l’ivoriano Rudy Guede che sta scontando una pena di 16 anni di reclusione.

La sentenza giunge dopo il rinvio della Cassazione del 30 aprile 2014

Il 30 gennaio 2014 Raffaele Sollecito e Amanda Knox furono condannati rispettivamente a 25 e a 28 anni e sei mesi di reclusione dalla Corte di Appello di Firenze, dopo una seduta in aula durata undici ore. Da quel momento scattò il divieto di espatrio per Sollecito, invece la Knox era già stata estradata a Seattle, negli Stati Uniti. Tre mesi dopo, il 30 aprile 2014 quando la difesa impugnò la sentenza,  la corte d’appello di Firenze confermò il verdetto emesso a gennaio; poi i legali di Sollecito Luca Maori e Giulia Bongiorno vinsero il ricorso per arrivare alla sentenza odierna.

Cristina Giovenale

Chi è Cristina Giovenale

Giornalista pubblicista dal 2009, laureata con lode in Filologia Moderna collabora con Biscegliendiretta dal 2006. Ha lavorato come giornalista per l'ATS-agenzia telegrafica Svizzera e per l'ufficio stampa dell'ambasciata d'Italia a Berna. Ha anche collaborato con il Corriere del Mezzogiorno, dorso pugliese del Corriere della sera.




Cronaca // Scritto da Cristina Giovenale // 27 marzo 2015