Olio tunisino senza dazi, la protesta dei Comunisti

Politica // Scritto da Vito Troilo // 15 marzo 2016

Olio tunisino senza dazi, la protesta dei Comunisti

Nota molto critica della sezione di via Cialdini su quanto deliberato dal voto dell’europarlamento (col sì dei deputati PD)

Tema tutto sommato poco discusso in città, malgrado il ruolo assolutamente di primissimo piano dell’olivicoltura nell’economia biscegliese, la recente disposizione mediante procedura d’urgenza con cui l’europarlamento ha deliberato (con il voto favorevole degli esponenti del Partito Democratico) l’importazione nel prossimo biennio di ulteriori 35mila tonnellate l’anno di olio tunisino sul territorio comunitario ha sollevato le feroci critiche di diversi settori della politica, compresi gli esponenti del Partito Comunista d’Italia.

Secondo quanto sostenuto dalla forza politica di sinistra, la decisione «rischia di avere pesanti ripercussioni sui produttori italiani favorendo l’incremento di frodi e contraffazioni olivicole, danneggiando così un settore che dovrebbe fare della qualità il suo principale biglietto da visita nel mondo». I comunisti criticano «l’immobilismo degli attuali europarlamentari italiani di ogni estrazione politica, oltre che l’ormai nota subalternità del governo italiano ai poteri forti europei. L’Unione Europea, nata con l’obiettivo di tutelare, esaltare e favorire le esportazioni nel mondo delle eccellenze provenienti dai diversi settori di ciascun paese membro, ancora una volta, invece, dimostra di perseguire altre finalità lontane dai bisogni dei popoli europei.

Il Pdci, pur mantenendo l’originario stampo europeista delineato da Berlinguer, si schiera al fianco degli olivicoltori e dell’intero settore agricolo italiano nella protesta contro le scellerate disposizioni provenienti dai vertici europei guidati da Francia e Germania, che puntano solo ad affossare la nostra economia per preservare la loro leadership».

Le 35mila tonnellate aggiuntive alle 56.700 già prive di dazio in base a un accordo sottoscritto tra l’Unione europea e la Tunisia nel 1995 (quando era saldamente al potere il dittatore Ben Alì) costituiscono un pesantissimo fardello di 91.700 tonnellate all’anno per due anni pronte a fare il loro ingresso sui mercati e sulle tavole dei paesi membri. L’Italia, pur essendo produttore di quasi 350mila tonnellate l’anno, è comunque già costretta a massicce importazioni per soddisfare la domanda interna di circa 600mila tonnellate l’anno. 

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Politica // Scritto da Vito Troilo // 15 marzo 2016