Nuovo ospedale del Nord Barese, Tommaso Fontana: «Creiamo un consorzio di comuni e una fondazione»

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 4 febbraio 2017

Nuovo ospedale del Nord Barese, Tommaso Fontana: «Creiamo un consorzio di comuni e una fondazione»

In un incontro a Molfetta si è discusso della struttura territoriale cui la regione Puglia ha detto si

cofIl trascorrere dei mesi prima dell’entrata in vigore (entro il 31 dicembre 2017) del Piano di Riordino Ospedaliero fa mordere il freno a chi sa che i posti letto aumenteranno ma aumenteranno anche gli squilibri, a tutto svantaggio del nord barese.

La Regione Puglia ha stabilito una media di 2,76 per mille abitanti, di circa 1000 posti in meno rispetto allo standard nazionale (3 per mille). L’area del Nord Barese (Molfetta, Giovinazzo, Bisceglie, Trani, Terlizzi, Ruvo, Corato) ne avrà a disposizione invece ancora di meno: 388 posti letto per una popolazione di 350000 abitanti, con una media di 1,3 posti letto per 1000 abitanti.

Anche se a Bisceglie non andrà male, perché guadagnerà 48 posti letto e tre nuovi reparti (geriatria, malattie endocrine e terapia intensiva), non sta bene a nessuno che da un lato si pensi a grandi nuovi poli, dall’altro si chiudano preventivamente i piccoli (Terlizzi e Trani) e si riduca all’osso nosocomi come quello di Molfetta (resteranno attivi appena 70 posti letto).

Da qui l’idea del dott. Tommaso Fontana, già primario del reparto di Malattie Infettive a Bisceglie, di un ospedale adriatico di tutta l’area nord barese. Il progetto, a cui Michele Emiliano ha detto si, è però solo su carta.

La visita del governatore regionale a Molfetta, in programma per il 4 febbraio, ha dato lo spunto al comitato civico per la tutela della salute di Molfetta per un incontro, il 3 febbraio, cui hanno partecipato le città interessate dal progetto del nuovo ospedale, coinvolte nella richiesta di una rimodulazione del piano da presentare l’indomani alla regione.

Le richieste che saranno presentate ad Emiliano riguardano anche il potenziamento dell’assistenza poliambulatoriale e polispecialistica, finalizzata a compensare il tasso di ospedalizzazione troppo basso che si chiede di mantenere all’area costiera a nor dell’ospedale San Paolo. Con 388 posti letto, una degenza media di una settimana e un’occupazione dei posti letto del 90%, i ricoveri possibili sarebbero al massimo 18.158, contro una media, calcolata sulla base della popolazione, di 48.461 ricoveri attesi ogni anno.

Per finanziare l’ospedale e arginare l’emorragia di pazienti, l’idea del dott. Fontana è quella di: «Finanziare in modo alternativo la struttura, come già accaduto ad Acquaviva, che ha ricevuto contributi INAIL per i lavori edilizi. Si potrebbe creare un consorzio di comuni che assieme ad un privato, ad una fondazione, possa concepire un ospedale “del territorio” all’avanguardia.Questo permetterebbe di ridurre i tempi di realizzazione dei reparti: se oggi il tempo medio di completamento di un ospedale è 30 anni, svincolati dalle lungaggini burocratiche relative ai finanziamenti, il nuovo nosocomio potrebbe avere la luce molto prima del 2025. Consorzio e fondazione potrebbero avere anche un ruolo attivo nel controllo della gestione, restituendo alle città un ruolo di protagonismo i nella sanità».

A fargli da eco, il dott. Tommaso Fiore, già asssessore regionale alla sanità e propugnatore del progetto: «Non solo il progetto è fattibile – ha dichiarato Fiore – ma è lungimirante, perché così come concepito, con una fondazione a fare da garante, si potrebbe accedere anche a finanziamenti regionali provenienti da altri capitoli di bilancio». 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 4 febbraio 2017