NUOVE PALME AL PALAZZUOLO: UN COSTOSO CUMULO DI ERRORI

Ambiente / Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 17 dicembre 2012

NUOVE PALME AL PALAZZUOLO: UN COSTOSO CUMULO DI ERRORI


Il dott. Francesco Papagni agronomo esperto in patologie delle palme, interviene sulla piantumazione di 10 nuove piante di palma in Piazza Vittorio Emanuele. Ne parla in termini di un “clamoroso errore”, poiché i nuovi esemplari, della specie Trachucarpus, sarebbero non solo attaccabili dal punteruolo rosso, ma sensibilissimi all’attacco della Paysandisia Archon.

“E’ una sorta di regalo di natale che sa tanto di un pesce d’aprile! – commenta l’agronomo. – Il Trachycarpus fortunei è effettivamente molto meno gradito dal rincoforo rispetto alla Phoenix canariensis, ma non ne è immune in quanto ci sono già casi ufficiali di attacchi di rincoforo su questa specie, anche se isolati e in numero ridotto. Ma aspetto assai importante, che è stato completamente e clamorosamente ignorato, è che lo stesso Trachycarpus fortunei risulta essere sensibilissimo all’attacco da parte della Paysandisia archon, un lepidottero castnidae di origine sudamericana, largamente presente da qualche anno anche nel nostro territorio, attacco che purtroppo porta alla morte gli individui infestati specie nei casi di attacco proprio su Trachycarpus fortunei. La Paysandisia archon è giunta in Italia con l’incauto commercio di individui adulti delle specie Butia yatay, Butia capitata e Trithrinax campestris di origine sudamericana. Da noi ha cambiato gusti alimentari preferendo attaccare la nostra Chamaerops humilis e appunto Trachycarpus fortunei senza disdegnare altre specie.
La notorietà della famigerata Paysandisia archon è ingiustamente stata offuscata in questi anni dal più noto Rhynchophorus ferrugineus, ma il risultato finale è comunque lo stesso, vale a dire la morte delle palme  attaccate!!! Le palme dallo stipite sottile, come appunto Trachycarpus fortunei e Chamaerops humilis sono facilmente portate a morte dai suoi attacchi poiché il germoglio vegetativo (unico nelle palme) è facilmente raggiungibile dalle sue grosse larve con conseguenze spesso letali.
Eppure bastava leggersi le direttive dei vari osservatori fitopatologici di alcune regioni italiane sulla lotta alla Paysandisia archon per evitare l’ennesimo madornale errore; e comunque un qualsiasi esperto ben informato sulle problematiche attuali della palme avrebbe sicuramente evitato di cadere in un errore così grossolano”.

Ciò che l’Amministrazione può far oggi, per evitare di portare a morte facile gli esemplari  appena messi a dimora, è

“ricorrere a numerosi trattamenti fitosanitari, vale a dire da maggio a novembre ogni 20-30 giorni, periodo che coincide con i voli degli adulti e con la conseguente ovodeposizione, pena la perdita delle piante! Abbiamo perso gli esemplari storici di palme delle Canarie di piazza Vittorio Emanuele II a causa della sospensione dei trattamenti fitosanitari, per poi rimpiazzarli con individui di Trachycarpus fortunei, obiettivamente non altrettanto belli, che dovranno necessariamente essere trattati per preservarli dall’attacco della Paysandisia archon!”

Tra le altre cose contestate dall’agronomo, è  la tempistica dell‘operazione, dal momento che il periodo idoneo per la messa a dimora delle palme è l’estate.

“Operando come si è fatto si rischia il mancato attecchimento delle piante o nella migliore delle ipotesi una ripresa vegetativa stentata”.

Considerando poi la questione da un punto di vista prettamente compositivo in Piazza Vittorio Emanuele II, spiega l’agronomo:

“un viale centrale composto da ciò che resta delle Phoenix canariensis intervallate, tra l’altro in modo  irregolare, da Trachycarpus fortunei a far da tappa buchi, risulta poco gradevole a causa del diverso rapporto volume-stipite delle due specie in questione che mal si assemblano nella situazione specifica.
Insomma, effetto estetico finale a dir poco deludente con scelta errata, da un punto di vista fitosanitario nel caso specifico del Trachycarpus fortunei, spreco di risorse pubbliche, in un festival di errori e disinformazione che sembra non aver fine”.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Ambiente / Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 17 dicembre 2012