Non solo in Puglia: nuove scoperte di arte rupestre in Indonesia

Curiosi si diventa / Rubriche // Scritto da Nicola Silvestris // 5 novembre 2014

Non solo in Puglia: nuove scoperte di arte rupestre in Indonesia


Disegni rupestri che raffigurano mani umane e due grandi animali, sono il risultato di una scoperta fatta sull’isola indonesiana di Sulawesi, che ha rilevato un’età di almeno 40 mila anni. Una scoperta entusiasmante che  indica come l’arte rupestre del posto è antica quanto quelle delle grotte europee dell’Era Glaciale.

Le pitture, rinvenute in sette grotte dell’isola di Sulawesi, suggeriscono che i nostri antenati 40 mila anni fa le praticavano in tutto il pianeta, una testimonianza importante che a quanto pare dimostra come la pittura in se non era una prerogativa dei soli  uomini europei dell’ultima era glaciale, come si è sempre affermato.

L’Europa, secondo alcuni studiosi non conserva il primato in questo senso, l’arte rupestre potrebbe essere sorta in maniera indipendente, oppure l’uomo moderno europeo sapeva creare e realizzare opere artistiche solo quando migrò dal continente africano. Gli archeologi hanno potuto riscontrare attraverso delle minuziosi indagini che una dozzina di segni di mani umane e di un animale raffigurato con le sembianze un maiale-cervo, hanno un’età che si aggira tra i 35 e i 40 mila anni, contemporanee a quelle rinvenute in Spagna e in Francia. Quelle indonesiane, sono considerate le più antiche, con un valore e un’importanza superiore a quelle europee. Chi le ha studiate negli anni passati, credeva che non avessero più di 10.000 anni, perché il clima tropicale favorendo l’erosione della roccia, non ha dato la possibilità ad alcuni di analizzare in maniera dettagliata queste opere. Al contrario altri hanno riscontrato che la precisione con la quale sono state eseguite queste pitture è del tutto sbalorditiva per l’epoca cui si riferiscono, considerati i scarsi mezzi a loro disposizione. Paleoantropologici non coinvolti in questi studi, hanno dichiarato che questa scoperta cambia ciò che la scienza pensava sui primi esseri umani e l’arte rupestre, ancor prima di questa scoperta, il mondo scientifico aveva una visione molto eurocentrica sulla nascita e l’evoluzione dell’arte rupestre, ora si sa che essa ha radici molto profonde. Conoscerla è importante per definirci come specie e grado d’intelligenza, oltre a comprendere il grado di precisione con il quale i nostri antenati osservavano e riproducevano attraverso i loro disegni.

Quelli rinvenuti nel 1950 sono più di 100, che dire di una spedizione fatta nell’anno 2011, che ha dato la possibilità di riscontrare degli affioramenti strani su questi disegni? Si trattava di depositi minerali accumulatesi nel tempo che hanno permesso, attraverso una nuova tecnologia di decadimento dell’uranio, di datare le opere raffigurate nelle grotte, i minerali formatisi su questi disegni hanno cominciato la loro opera di deposizione esattamente 40 mila anni fa.




Curiosi si diventa / Rubriche // Scritto da Nicola Silvestris // 5 novembre 2014