Nasce il Comitato biscegliese per il no al referendum sulle modifiche costituzionali

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 23 febbraio 2016

Nasce il Comitato biscegliese per il no al referendum sulle modifiche costituzionali


Susanna Lopopolo, Marianna Lopopolo, Giuseppe Losapio, Victor Mastrodonato, Giuseppe Papagni, Maurizio Parisi, Marcello Antonio Rivoir, Enzo Sciascia, Alfonso Simone. Sono i primi aderenti al nascente Comitato biscegliese per il no al referendum sulle modifiche costituzionali, che si costituirà ufficialmente il 1° marzo alle ore 19:00 presso il Salone dell’Associazione Giovanile Chiesa Cappuccini Onlus.

Aderente al Coordinamento per la Democrazia Costituzionale, il comitato nasce per difendere e valorizzare i principi della democrazia della Costituzione e si adopererà per attivare informare e sensibilizzare l’opinione pubblica sulle riforme istituzionali in atto. Eliminazione delle province, senato dei 100, superamento del bicameralismo, più potere alle regioni in rapporto allo Stato, rafforzamento del ruolo del governo, soglia per la presentazione di iniziative popolari alzata a 150.000 abitanti, sono solo le principali

«Nel nostro paese spiegano i futuri componenti del comitato  sono in cantiere profonde modifiche dell’assetto politico-istituzionale, perseguite dall’attuale governo attraverso una vasta revisione della Costituzione ed una nuova legge elettorale destinate, purtroppo, ad incidere negativamente sulla qualità della democrazia e sui diritti dei cittadini.

Ciò avviene ridimensionando la centralità del suffragio diretto e del Parlamento, quale istituzione rappresentativa della sovranità popolare, alterando le garanzie del bilanciamento dei poteri e realizzando una inusitata concentrazione di poteri nelle mani dell’Esecutivo espresso da un unico partito e in particolare esaltando il ruolo dominante del Presidente del Consiglio, nel quadro di un generale soffocamento delle autonomie regionali e locali. E’ inaccettabile che iniziative come queste, che incidono tanto profondamente sulla democrazia costituzionale avvengano imponendo al Parlamento una marcia a tappe forzate.

Questo strozza il confronto politico impedendo la necessaria partecipazione dei cittadini al processo decisionale su scelte che determinano un significativo cambiamento del Patto costituzionale sul quale si fonda l’unità del popolo italiano come comunità politica. Ed è intollerabile che l’Esecutivo pretenda che la riforma costituzionale sia trattata come un decreto legge che il Parlamento deve ratificare, e in aggiunta che la Costituzione sia riscritta da un Parlamento eletto con una legge dichiarata incostituzionale, senza sentire l’esigenza, almeno, di un largo e democratico confronto preventivo».

 

 

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 23 febbraio 2016