NAPOLETANO TIRA DRITTO PER LA SUA STRADA

Politica // Scritto da Vito Troilo // 20 marzo 2013

NAPOLETANO TIRA DRITTO PER LA SUA STRADA


Lo spot elettorale di Franco Napoletano

Lo spot elettorale di Franco Napoletano

La passione per il sigaro è forse uno dei pochi tratti comuni fra il segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani e l’eterno candidato sindaco Franco Napoletano, in corsa per la sesta volta nella competizione elettorale amministrativa.

L’esponente politico cresciuto nel Partito Comunista Italiano è ininterrottamente consigliere comunale dal 1980. Una militanza notevole nelle istituzioni, frutto di una solida base di consenso maturata nel corso degli anni.

Franco Napoletano ha potuto usufruire di una legge elettorale vantaggiosa esclusivamente in occasione della sua elezione a deputato, all’interno di una lista bloccata nel 2006, al culmine di un percorso assolutamente rispettabile. Impossibile, perciò, ritenerlo un catapultato.

Candidato sindaco per la prima volta nel 1995, raccolse un risultato straordinario (oltre 6mila voti) malgrado si fosse presentato con la sola lista di Rifondazione Comunista. Fra gli artefici della prematura caduta della giunta Del Monaco, tornò in gara nel 1996. Conquistato il ballottaggio con un pizzico di fortuna (Leo Logoluso del Polo si fermò al 49.4%) divenne sindaco per effetto dell’apparentamento con la coalizione di Biagio Lorusso.

Una convivenza impossibile, sfociata negli storici contrasti fra l’ex sindaco repubblicano, il suo gruppo “Impegno civico le torri” (con un giovanissimo Gianni Casella sui banchi del consiglio comunale) e Rifondazione Comunista, su tutti l’assessore ai lavori pubblici Leonardo Ciocia.

Il centrodestra raccolse le firme per lo scioglimento del consiglio insieme a Biagio Lorusso, candidandolo a sindaco per le amministrative del 1998, le terze elezioni comunali nel giro di quattro anni di forte instabilità. Un’operazione molto simile a quella condotta poche settimane fa verso Francesco Spina, con la medesima conseguenza della candidatura del più importante esponente del gruppo in dissenso (ieri Lorusso, oggi Casella) a sindaco per la coalizione di Francesco Amoruso e Sergio Silvestris.

Franco Napoletano condusse una campagna elettorale all’attacco, sostenuto con vigore dall’allora compagno e alleato Nichi Vendola che in uno storico comizio si scagliò verso Biagio Lorusso e il centrodestra biscegliese. Un’autentica battaglia, vinta ancora una volta dal candidato comunista al secondo turno, con il supporto decisivo delle liste di Antonio Belsito, espressione di una società civile che prima si è sparpagliata e poi si è coagulata intorno ai movimenti civici di Francesco Spina, con buona pace di un centrosinistra poco lungimirante.

Ci fu il bis nel 2002, al primo turno anche se per un soffio. Più che la debole coalizione di centrodestra riunita su Franco Di Reda fu l’autorevole candidatura di Enzo Ciani alla sua sinistra a far rischiare l’ennesimo ballottagio. Completati, nel 2006, dieci anni quasi ininterrotti di amministrazione, Franco Napoletano, non più ricandidabile a sindaco, scelse di correre per Montecitorio. Un’esperienza sfortunata, conclusasi anzitempo con la caduta del governo Prodi. Bisceglie scelse di svoltare, al centro più che a destra, eleggendo Francesco Spina primo cittadino, a capo di una coalizione decisamente eterogenea in un passaggio storico che non fu compreso dal centrosinistra.

La candidatura per molti versi incomprensibile di Luigi De Pinto, uomo di spessore culturale altissimo ma quasi sconosciuto a gran parte dell’elettorato, fu il primo segno di uno sbandamento continuo. La campagna elettorale del 2011, incredibilmente boicottata per ripicca da metà di un già debole Partito Democratico, fu straziante per un Franco Napoletano tornato a proporsi e capace di raccogliere molto più consenso su di sé delle poche e “vuote” liste a suo “sostegno”.

Inevitabile, oggi, che l’ex sindaco ritenga doveroso misurarsi ancora. Un rischio calcolato, in un periodo particolare, quello di affrontare l’accusa di egocentrismo. La verità è che i rapporti fra i Comunisti italiani e quel poco che resta del centrosinistra sono ormai insanabili. Troppe le differenze di vedute. Napoletano ritiene di essere l’unica persona in grado di conquistare voti al di fuori del recinto e ha ragione. Pd, Sel e Idv sostengono che la sua stagione politico-amministrativa sia ormai finita e non hanno tutti i torti. Ma se negli ultimi 15 anni il centrosinistra biscegliese non è riuscito a esprimere personalità di spicco è semplicemente perché tantissimi giovani, ormai 30enni e 40enni, provando ad affacciarsi nei partiti si sono visti chiudere le porte in faccia. Inutile, adesso, lamentarsi che non c’è nessuno sotto il portone quando il citofono non funzionava e non è stato riparato.

Vito Troilo

Chi è Vito Troilo

Giornalista pubblicista. Caporedattore, oltre che responsabile della redazione sportiva, di Bisceglie in diretta. Si occupa di cronaca, attualità, politica e spettacoli oltre che di sport. È grande appassionato delle tematiche che riguardano l'Europa orientale. Ha praticato calcio, pallacanestro e atletica leggera, è stato allenatore e dirigente di pallacanestro. Ha cominciato a scrivere articoli all'età di 10 anni. Ha collaborato con diversi quotidiani, tv, radio e riviste specializzate. Ha realizzato centinaia di telecronache e radiocronache sportive. Cura uffici stampa e campagne promozionali.




Politica // Scritto da Vito Troilo // 20 marzo 2013