Movida e schiamazzi, Cassazione: i locali devono risarcire i vicini. Ecco come e perchè

Attualità // Scritto da Grazia Pia Attolini // 26 ottobre 2015

Movida e schiamazzi, Cassazione: i locali devono risarcire i vicini. Ecco come e perchè


L’annuncio dello Sportello dei Diritti: va risarcito il danno morale anche se non ci sono patologie legate ai rumori

Musica al alto volume proveniente da locali della movida notturna disturba la quiete pubblica del vicinato? Arriva la sentenza della cassazione che impone il risarcimento. A farlo sapere è il locale Sportello dei Diritti che fa luce su soprusi e ingiustizie a danno dei cittadini.
La notizia è dieci giorni fa: con la sentenza numero 20927 del 16 ottobre 2015, la terza sezione civile della Cassazione ha stabilito che il locale che in orari serali e notturni mantiene la musica ad alto volume e provoca schiamazzi che disturbano la tranquillità dei residenti che abitano nelle vicinanze è responsabile e deve risarcire anche se non provoca danni alla loro salute. Si tratta d’immissioni che superano la soglia di tollerabilità «pur quando non risulti integrato un danno biologico, la lesione del diritto al normale svolgimento della vita familiare all’interno della propria casa di abitazione e del diritto alla libera e piena esplicazione delle proprie abitudini di vita quotidiane sono pregiudizi apprezzabili in termini di danno non patrimoniale». Ma v’è di più: «l’accertata esposizione ad immissioni sonore intollerabili può determinare una lesione del diritto al riposo notturno e alla vivibilità della propria abitazione, la cui prova può essere fornita dal danneggiato anche mediante presunzioni sulla base delle nozioni di comune esperienza».

La sentenza è il risultato di un ricorso rigettato presentato da una srl proprietaria di un locale di intrattenimento, che per tre estati ha organizzato all’aperto serate musicali che hanno determinato «una lesione al diritto di riposo notturno». Nel caso di specie, una perizia tecnica, come risultava dalla sentenza della corte d’appello, ha dimostrato che le immissioni sonore superavano la soglia fissata come tetto massimo di tollerabilità in orario notturno.

Che sia questo un valido precedente a cui molti cittadini faranno appello per un risarcimento? Gli ermellini ricordano, intanto, che il diritto al rispetto della propria vita privata e familiare è garantito dalla Convenzione europea dei diritti umani: sono state molteplici in tal senso le decisioni della Corte di Strasburgo che ha condannato gli Stati che, in presenza di livelli di rumore superiori al massimo consentito per legge, non hanno adottato misure idonee a garantire una tutela effettiva di tale diritto.

Grazia Pia Attolini

Chi è Grazia Pia Attolini

Giornalista pubblicista, laureata in Lettere moderne, sta completando gli studi universitari in Filologia Moderna. Attualmente è in Servizio Civile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento della Protezione Civile e si occupa di comunicazione, social media, stampa, diffusione della conoscenza. Redattrice di Bisceglie in Diretta dal 2010, ha ricoperto anche la carica di segretario di redazione. Ha collaborato con Radio Centro e si occupa della presentazione di eventi e incontri culturali. Responsabile della comunicazione dell'associazione Giovanni Paolo II, intervista personalità di spicco del Vaticano, del mondo dello spettacolo e della società civile. Attiva nel sociale e nel volontariato, è anche capo scout.




Attualità // Scritto da Grazia Pia Attolini // 26 ottobre 2015