M5STELLE SCRIVE AL PARLAMENTO SULLA LENTA AGONIA DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA

Politica // Scritto da Serena Ferrara // 5 marzo 2014

M5STELLE SCRIVE AL PARLAMENTO SULLA LENTA AGONIA DELLA SCUOLA PUBBLICA ITALIANA


scuola-protestaIncontro pubblico domenica 9 marzo alle 18.00 in via Marconi 

In seguito all’iniziativa “Agorà”, incontro pubblico della locale sezione del movimento 5 Stelle con il Deputato del gruppo M5S Giuseppe Brescia (componente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione in parlamento), i Cittadini a 5 Stelle di Bisceglie scrivono un accorato appello per salvare l’istruzione pubblica in Italia.  La loro segnalazione, trasmessa all’organo parlamentare competente tramite il portavoce eletto, riguarda un grattacapo pesante per le scuole italiane: l’inesigibilità di 1,5 miliardi di euro anticipati dai dirigenti scolastici per supplenze e altro personale non stipendiato dalla scuola e l’obbligo, per le scuole “resistenti” a radiare entro l’esercizio finanziario 2013 i crediti in parola.

In attesa di risposte circa il ripristino di un miliardo e mezzo di fondi sottratti dal MIUR alla scuola pubblica, i cittadini a 5 Stelle, invitano a confrontarsi sul tema, partecipando all’incontro pubblico degli attivisti  in MoVimento che si terrà domenica 9 marzo dalle 18.00 alle 21.30 in via Marconi, presso l’ingresso monumentale del teatro Garibaldi.
IL TESTO DELLA SEGNALAZIONE ALLA COMMISSIONE COSTITUZIONALE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

In Italia è prassi consolidata da parte della classe politica di ogni livello e di ogni schieramento promettere senza mantenere gli impegni presi.

Ordinariamente questo succede nei confronti di quella che altrove è la più tutelata delle Istituzioni pubbliche: la Scuola.

Qui denunciamo la lenta ma sostanziale demolizione del futuro dell’Italia e dei suoi cittadini.

Partiamo dalle indicazioni con le quali nel  2011 l’USR (Ufficio Scolastico Regionale) per la Puglia “longa manus” del MIUR inviava ai dirigenti scolastici di tutte le istituzioni scolastiche pugliesi una circolare avente ad oggetto la “radiazione per tutti i residui attivi (crediti) antecedenti l’esercizio finanziario 2007”, divenuti “di dubbia ed incerta esigibilità”… aggiungendo che “il loro mantenimento in bilancio altera il grado di attendibilità e di veridicità dello stesso”.

Questa situazione si determinava grazie alla razionalizzazione dei flussi di finanziamento alle scuole secondo l’art.1 comma 601 della legge 27/12/2006, n.296 (legge finanziaria 2007) per cui il Ministero della Pubblica Istruzione (una delle due teste in cui il MIUR era stato diviso dal Governo Prodi II)“al fine di aumentare l’efficienza e la celerità dei processi di finanziamento a favore delle scuole statali”, istituiva il “Fondo per le competenze dovute al personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi del personale a tempo indeterminato e determinato”

Nei fatti, fino al 31/12/2006, gli attuali Uffici Scolastici Territoriali (ex Provveditorati agli Studi) assicuravano e provvedevano ad erogare a  favore delle istituzioni scolastiche italiane i finanziamenti relativi al budget per supplenze brevi e saltuarie, al Fondo di Istituto (utilizzato per progetti extracurriculari approvati nel POF), al fabbisogno finanziario per le commissioni impegnate negli Esami di Stato e ad altri compensi accessori al personale scolastico.

La legge finanziaria del 2007 riservava alla Scuola italiana una grande sorpresa: infatti prevedeva che i finanziamenti che erano stati erogati alle scuole da parte dei provveditorati fino al 2006 venissero accentrati nella competenza finanziaria dell’Amministrazione centrale dal 2007, quale nuovo centro di responsabilità di spesa e di ambiguità burocratica.

Un altro effetto deleterio della suddetta norma finanziaria riguardava l’iscrizione in bilancio dei crediti non più onorati né dal Ministero né dai Provveditorati a seguito dell’anticipazione di cassa  sostenuta dalle istituzioni scolastiche nell’esercizio finanziario 2006 per il pagamento di obbligazioni contrattuali sottoscritte con personale scolastico a tempo determinato e indeterminato, eccedenti i budget programmati per supplenze brevi e saltuarie e per gli Esami di Stato.

Infatti, questa modalità operativa riguardante l’anticipazione di cassa, consentita fino ad allora  alle scuole, evitava che i soggetti creditori avviassero contenziosi nei confronti del Ministero della Pubblica Istruzione e che ciò determinasse per lo stesso un ulteriore aggravio di spesa; d’altro canto la suddetta procedura formalmente permetteva alle istituzioni scolastiche di iscrivere in bilancio i crediti e negli anni successivi i residui attivi, corrisposti entro congrui termini per assicurare la continuità del servizio scolastico: fino all’esercizio finanziario 2006 corrisposto dal Provveditorato agli studi ma in seguito interrotto per un ammontare pari a circa 1,5 miliardi di euro mai più erogati.

In questa situazione critica grazie ai rimpalli di responsabilità, durante il Governo Prodi e con il Ministro Fioroni al dicastero dell’Istruzione, senza alcuna risonanza mediatica le istituzioni scolastiche italiane sono state lasciate sole ad affrontare una situazione debitoria rilevante senza avere indicazioni operative ed esponendo perciò le stesse a possibili contenziosi per i debiti contratti; infine, a distanza di qualche anno il Direttore Generale dell’USR per la Puglia, emanava la circolare AOODRPU1525 del 15/02/2011 che appunto intimava i dirigenti scolastici a radiare i crediti fino ad allora iscritti in bilancio come residui attivi, perché divenuti di dubbia e incerta esigibilità (ovvero dimenticateveli!).
A questa disposizione in Puglia come in altre Regioni italiane si sono attenuti, puntualmente, i revisori dei conti che hanno obbligato con prescrizioni ultimative le scuole “resistenti” a radiare entro l’esercizio finanziario 2013 i crediti in parola.

In sintesi dunque, si tratta di aver messo consapevolmente e diabolicamente gli istituti scolastici pubblici nelle condizioni di dover tagliare cospicue risorse destinate al funzionamento didattico, amministrativo e al miglioramento dell’offerta formativa, non avendo gli stessi più ricevuto i fondi già utilizzati per il pagamento dei supplenti e dei commissari degli esami di Stato, oltre ai finanziamenti promessi per parte del FIS (Fondo dell’Istituzione Scolastica) e di altri compensi al personale scolastico.

Il tutto mascherato dal passaggio di competenze ministeriali e accentramenti degli enti erogatori dei finanziamenti e condito da avanzamenti di carriera, nell’insieme una situazione caotica creata e voluta da parte dello schieramento politico degli intellettuali (o presunti tali) di casa nostra, coloro i quali si riempiono i polmoni in campagna elettorale con i diritti della Scuola Pubblica ma che come gli altri e più degli altri si prestano senza indugi al lavoro sporco di sottrazione dei fondi dello Stato dalla Scuola pubblica a favore di altri interessi privati;e non stiamo parlando della tanto avversata Riforma Gelmini o del poco discusso Decreto Scuola di Letta, ma del secondo Governo Prodi che abilmente non ha lasciato alcuna traccia mediatica del taglio di risorse finanziarie perpetrato ai danni dell’Istituzione Scolastica Italiana pari a circa un miliardo e mezzo di Euro.

Se questo è un piano strategico per demolire l’Istituzione Scolastica Pubblica Italiana, complimenti alla mente e al braccio armato: qui proveremo a difenderci, per il futuro dell’Italia e degli italiani.

Cittadini a 5 Stelle in MoVimento a Bisceglie
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Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




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