Libri nel Borgo Antico, Stefano Tura grande protagonista in piazza Duomo con “Il principio del male”

Libri nel borgo Antico // Scritto da Giacomo Alberto DellOlio // 29 agosto 2016

Libri nel Borgo Antico, Stefano Tura grande protagonista in piazza Duomo con “Il principio del male”

Il corrispondente Rai da Londra: «Mi sono tuffato nei thriller perché non saprei scrivere altro»

Stefano Tura, giornalista e scrittore nato a Bologna, vive da alcuni anni a Londra dove lavora come corrispondente per la Rai. “Il principio del male”, edito da Piemme, è il suo sesto romanzo e s’ispira a una vicenda realmente accaduta nel 2012, con sullo sfondo l’emigrazione italiana in Gran Bretagna.

«Il principio del male è inteso sia come inizio e sia come essenza di esso. Come cronista penso che una “bella” rappresentazione del male sia la descrizione di ciò che non è stato fatto per prevenire il terremoto, i soldi che non sono stati impiegati per mettere in sicurezza le case: denaro che talvolta finisce nelle tasche delle gente sbagliata» ha affermato l’autore durante la conversazione col collega Giovanni Di Benedetto.

«Tutti i miei romanzi sono tratti dalla realtà» ha aggiunto, sintetizzando la vicenda racchiusa nelle pagine del suo libro, mix fra il giallo e la storia romantica tra due poliziotti incaricati di risolvere il caso. “Il principio del male” racconta l’emigrazione di un ragazzo e di una ragazza che, partendo da Bologna, giungono in Inghilterra e riescono a trovare lavoro. Una sera i due vengono aggrediti senza motivo e nello scontro la giovane perde la vita ma il ragazzo riesce a scappare.

L’autore, da questo punto in po, inizia a immaginare un finale diverso dall’immediato arresto degli assassini e smette di ispirarsi alla storia vera: dopo un anno il caso è ancora irrisolto e il giovane torna così a Bologna ma nella stessa Londra in cui i due protagonisti stavano cercando di costruirsi una nuova vita avvengono, durante il periodo elettorale, degli omicidi di donne straniere dai facili costumi e sulla città ripiomba il terrore. Un partito, pur di raccattare voti, punta il dito contro gli immigrati creando un clima altamente xenofobo…

«Ho deciso di ambientare questo mio romanzo in due luoghi come Bologna e la Gran Bretagna perché non si dovrebbe scrivere di luoghi che non si conoscono a sufficienza e perciò mi sono sentito in dovere di omaggiare la mia città natale e quella in cui vivo» ha spiegato Tura, che ha espresso il suo parere sulla Brexit«Le vere e proprie vittime della fuoriuscita del Regno Unito dall’Unione Europea sono proprio i britannici dato che ciò ha causato il blocco totale delle transazioni immobiliari, il crollo della sterlina, il calo degli investimenti dall’estero, il probabile spostamento del centro finanziario da Londra a Francoforte e molte altre complicazioni sociali e lavorative anche perché mentre noi cittadini dell’ Unione Europea perdiamo un solo paese sul quale fare affidamento, la Gran Bretagna ne perde di colpo 26».

«Il fatto che io sia stato un giornalista di cronaca nera e il fatto di aver conosciuto molti ispettori e poliziotti, mi ha aiutato moltissimo: sono riuscito a descrivere facilmente le due figure che tentano di risolvere il caso, inventando così due personalità completamente diverse: una che è quella del poliziotto italiano che comunque ricorre spesso nei miei romanzi e l’altra completamente nuova, del poliziotto inglese che, nato e vissuto in strada si approccia ai casi in modo antischematico e come un ragazzino di strada sottolineando anche le differenze tra le tipologie di investigazione» ha concluso Stefano Tura la presentazione del suo enigmatico libro alla settima edizione di Libri nel Borgo Antico.




Libri nel borgo Antico // Scritto da Giacomo Alberto DellOlio // 29 agosto 2016