Libri nel Borgo Antico, Francesco Moser chiude la prima serata della rassegna

Libri nel borgo Antico // Scritto da Cristina Scarasciullo // 27 agosto 2016

Libri nel Borgo Antico, Francesco Moser chiude la prima serata della rassegna

Piazza Duomo gremita per ascoltare le imprese del ciclista italiano più titolato

Silenzioso, disponibile e sorridente: così si è presentato al pubblico di piazza Duomo Francesco Moser, uno dei più grandi ciclisti italiani di tutti i tempi, certamente il più vincente. Dopo aver incontrato le realtà del ciclismo pugliese, il pluricampione trentino è giunto in piazza Duomo dove, moderato da Vito Troilo e Giuseppe Simone, ha commentato “Ho osato vincere”, libro edito da Mondadori che racconta le sue imprese sportive.

Una piazza gremita da appassionati e non, ha assistito al colorito dibattito che Moser ha intrattenuto con i due giornalisti. Ha raccontato che i suoi grandi successi sono nati dalla tenacia con cui si è saputo risollevare dopo le sconfitte, rimontando ogni volta in sella deciso a dare battaglia, senza mai risparmiarsi sui pedali. «Se ho perso è perché ho sbagliato io -ha detto – La corsa individuale è condizionata da tanti fattori, ma per un professionista vincere è la cosa più importante, ma oggi non tutti corrono per vincere, la squadra ha già deciso per chi devono lavorare gli altri: io mi sono sempre guadagnato le mie vittorie».

Nel corso della discussione ha anche fatto riferimento al cambiamento che il ciclismo ha subito nel corso degli anni «Ai miei tempi – ha continuato l’atleta trentino – si correva in tutte le discipline, non potevi scegliere se fare la corsa a tappe piuttosto che quelle di un giorno, non si conosceva il percorso, perché si correva molto di più e non c’era il tempo di andare a studiarlo prima della gara». Ha anche parlato di doping, questa pratica che negli ultimi anni va molto di moda e che sta macchiando indistintamente tutto il mondo dello sport. «Quando correvo io, se ti beccavano positivo la squalifica durava massimo due o tre mesi, adesso si arriva anche a diversi anni. Proprio perché correvamo molto spesso era evidente quando qualcuno faceva uso di doping, perché il cambiamento era repentino».

Parlando del ciclismo giovanile, Moser ha sottolineato il valore che questo ha nella formazione degli atleti «Deve essere una scuola per imparare a stare in bici e a correre, non bisogna voler essere già dei campioni a 10 anni». Tra i tanti avversari che ha sfidato sulla strada, certamente Saronni è stato l’avversario più scomodo «Io ero il più forte allora, e lui voleva diventarlo» ha commentato sorridendo il ciclista.

Raccontando del Giro conquistato nel 1984 e del record dell’ora strappato a Merckx a Città del Messico, Moser ha chiuso la prima delle tre serate della settima edizione di Libri nel Borgo Antico.

Cristina Scarasciullo

Chi è Cristina Scarasciullo

Cristina Scarasciullo ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo "Da Vinci" di Bisceglie, ed è iscritta alla facoltà di scienze della comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro". Collaboratrice di Bisceglie in Diretta, coltiva il sogno di diventare una giornalista d'inchiesta fin da bambina. Il suo punto di riferimento è Giancarlo Siani.




Libri nel borgo Antico // Scritto da Cristina Scarasciullo // 27 agosto 2016