Libri nel Borgo Antico: Davide Potente e la ricerca di “Qualcosa da perdere”

Bisceglie festiva 2015 / Cultura / Libri nel borgo Antico // Scritto da Irene Storelli // 29 agosto 2015

Libri nel Borgo Antico: Davide Potente e la ricerca di “Qualcosa da perdere”


L’autore ha presentato la sua seconda fatica letteraria venerdì a Palazzo Ammazzalorsa

«Somiglia a una grande festa nella quale, ad un certo punto, irrompe qualcuno ed interrompe violentemente la musica». 

E’ così che Davide Potente descrive “Qualcosa da perdere”, la seconda e ultima delle sue fatiche letterarie, presentata durante la prima delle tre serate di Libri nel Borgo Antico. Nonostante la stesura del libro risalga a circa tre anni fa, la sua pubblicazi0ne da parte di ExCogita editore è avvenuta solamente nello scorso maggio, in occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino, in seguito alla segnalazione da parte del Premio Calvino 2014. Prima di allora, la lunga attesa di una svolta, la sofferta precarietà di un progetto. La stessa precarietà di cui l’autore parla attraverso la storia di un gruppo di neo-laureati, in equilibrio tra un presente incerto e un futuro che gioca a nascondino.

Nel libro e sul palco del suggestivo Palazzo Ammazzalorsa, Potente racconta in chiave tragicomica di Daniele, Giovanni e Valerio, tre ragazzi poco più che ventenni alle prese con le l0ro vite disordinate: quelle dei giovani laureati italiani, membri di una «generazione che non fa la differenza, al massimo la differenziata». Così l’autore descrive in poche ma efficaci parole i piccoli grandi problemi di chi, dopo tanti anni di studio, cerca di realizzare le proprie ambizioni e racconta di una precarietà che non è più solo quella del lavoro, quanto quella dei sentimenti e delle relazioni sociali.

Al centro del libro, eccellentemente introdotto da Vito Santoro, c’è la volontà dell’autore di conciliare la disillusione di chi «deve adattarsi e vivere il tempo che gli è toccato di vivere» e la speranza di chi non deve arrendersi, perché «dato che non esiste una strada certa, tanto vale provare a fare ciò che piace davvero».

Nel romanzo di Potente emerge prepotentemente la sua passione cinematografica, tanto che alcuni passaggi sembrano essere stati ripresi da una telecamera. L’incipit del libro, “Se questo fosse un film…”, non è infatti casuale, e in sé racconta la lunga storia di questo progetto: un soggetto cinematografico scritto anni prima, a Bologna, e sviluppato poi in forma di romanzo. L’autore non nasconde il desiderio che un giorno il suo scritto possa davvero “ritornare alle origini”, e trasformarsi nella sceneggiatura di un film.

Attraverso immagini e parole, Potente racconta di una volontà personale e generazionale: quella di chi non ha nulla da perdere, e insegue con tutte le sue forze il desiderio di ottenere qualcosa: “Qualcosa da perdere”.




Bisceglie festiva 2015 / Cultura / Libri nel borgo Antico // Scritto da Irene Storelli // 29 agosto 2015