Lega del Filo d’oro, a Natale una scelta opportuna

Dal territorio // Scritto da La Redazione // 10 dicembre 2016

Lega del Filo d’oro, a Natale una scelta opportuna


*A cura di Sara Carboni

3 dicembre, Giornata internazionale della persona con disabilità. 5 dicembre, trentunesima Giornata Internazionale del Volontariato. Natale, un’occasione per fare acquisti solidali (qui alcuni esempi) e devolverli in favore di chi, sul territorio, si è sempre speso per una giusta causa, difficile magari. La Lega del Filo d’oro, per esempio, che a Molfetta dal 2007 ospita un centro residenziale (40 posti a tempo pieno e 15 in diurno) che è punto di riferimento per l’assistenza e la riabilitazione delle persone con disabilità sensoriali.

La Missione della Lega del Filo d’Oro

Nel 1964, Sabina Santilli, sordocieca dalla nascita, fonda, insieme ad un gruppo di volontari, La Lega del Filo D’Oro, una ONLUS con sede ad Osimo, in provincia di Ancona, volta ad essere un punto di riferimento per le persone sordocieche in Italia ed un luogo dove poter attuare una ricerca comunicativa. Secondo una ricerca ISTAT, il numero di persone sordocieche in Italia, tra bambini e adulti, è di 189 mila, numero che non solo è in continuo aumento, ma tra il quale ci sono casi sempre più complessi. Il 1974 è un anno importante per la Lega del Filo d’Oro, perché viene riconosciuta come “Istituto di Riabilitazione” dal Ministero della Sanità. Da quel momento in poi la Lega inizia a svolgere delle attività riabilitative con lo scopo di assistere, educare, riabilitare e reinserire nelle famiglie e nella società le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali. L’impegno della Lega del Filo d’Oro è costante e finalizzato al miglioramento della vita delle persone sordocieche che, se non aiutate, rischiano di chiudersi in un isolamento sociale e di non riuscire ad uscirne. Un altro compito della Lega del Filo d’Oro è quello di sensibilizzare le persone su temi legati alla disabilità dell’ipovisione e della cecità in generale, attraverso diverse attività di collaborazione. Il 19 novembre per esempio è andato in scena a Molfetta, nell’ambito della rassegna “Altrove. Il teatro è coraggio” , lo spettacolo intitolato “Arcangelo” (leggi qui), lavoro con cui Michele Bia e Franco Ferrante sensibilizzano ai temi della disabilità, dell’ipovisione e della cecità e, in generale, dell’esperienza del dolore attraverso un una storia che invita ad affrontare con ironia le proprie disavventure.

Essere Sordociechi e Pluriminorati Psicosensoriali

Essere sordociechi significa non avere la possibilità di vedere ne di sentire, che si traducono in due perfette premesse per un isolamento assoluto e che rendono anche il solo comunicare, un’attività molto ardua. Spesso (secondo la ricerca ISTAT nel 51% dei casi) le persone sordocieche presentono anche una disabilità motoria. Per 4 persone su 10, invece, si contano danni permanenti legati ad un’insufficienza mentale, e nell’un terzo dei disabili si riscontrano disturbi del comportamento e malattie mentali. Queste patologie rendono molto difficile svolgere attività semplici come il vestirsi o spostarsi anche solo dentro casa, compromettendo soprattutto le relazioni interpersonali. La ricerca dell’ISTAT sullo studio sulla popolazione di persone con disabilità sensoriali e plurime in condizioni di gravità è consultabile e scaricabile sul sito della Lega del Filo D’Oro.

Un Supporto che Salva la Vita

Le persone sordocieche, a causa della doppia minorazione, sono gravemente limitate nella loro indipendenza e nella partecipazione sociale, così tanto da avere una qualità della vita veramente bassa. Per questo è importante per loro riuscire a sorpassare la barriera della comunicazione, mediante l’uso di comunicazione non verbale e di ausili per l’autonomia e il movimento. Per questo motivo, il compito degli accompagnatori è fondamentale, per facilitare azioni semplici come prendere un caffè e anche complessi come andare dal medico. D’altronde, le persone sordocieche hanno la necessità di imparare come muoversi nell’ambiente circostante, di avvertire la forma dei percorsi, di mettere in relazione il proprio schema corporeo con quello dell’accompagnatore, di valutare la distanza e i tempi di percorrenza e molte altre attività che, mediante la viste e l’udito sono invece azioni automatiche.

Il Passato ed il Futuro

Dalla sua fondazione nel 1964 ad oggi, la Lega del Filo d’Oro ha raggiunto molti traguardi ed ha altrettanti progetti per il futuro. Nonostante la sede principale sia ad Osimo, oggi sono aperte altre sedi territoriali in città come Padova, Roma e Napoli. Sono, invece, in atto i lavori di costruzione del Nuovo Centro Nazionale, il progetto più importante fino ad ora realizzato dalla Lega del Filo d’Oro. Consiste in un polo di alta specializzazione, destinato a diventare una struttura d’avanguardia in Europa per l’assistenza, la cura e la riabilitazione degli ospiti sordociechi e pluriminorati psicosensoriali. Lo scopo dietro questo progetto è quello di avere una maggiore capacità di accogliere coloro che hanno bisogno di aiuto con minori tempi di attesa e migliore qualità e quantità dei servizi. Un progetto bellissimo che sicuramente aiuterà a creare quel filo prezioso che unisce le persone sordocieche con il mondo esterno.




Dal territorio // Scritto da La Redazione // 10 dicembre 2016