Le riflessioni sulla pace di monsignor Giovanni Ricchiuti al Circolo Unione

Attualità // Scritto da Alessia La Notte // 18 aprile 2015

Le riflessioni sulla pace di monsignor Giovanni Ricchiuti al Circolo Unione


Dibattito sul tema del dialogo religioso con la partecipazione dell’arcivescovo di Gravina, del vicario episcopale don Franco Lorusso e l’intervento del sindaco Spina

Nella serata di venerdì 17 aprile, il Circolo Unione di Bisceglie ha ospitato un dibattito con la partecipazione di monsignor Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura–Gravina–Acquaviva e da novembre 2014 presidente del Consiglio Nazionale di Pax Christi.

Numeroso pubblico in sala

Numeroso pubblico in sala

“Religioni: le vie per la pace” il titolo dell’incontro, moderato dal presidente del Circolo, Michele Schiavone, sul tema della pace nelle sue varie sfaccettature, andando prima indietro nel tempo, ripercorrendo le fasi del Concilio ecumenico Vaticano II, sino ad arrivare all’attuale situazione di tumulto in Medio Oriente e non solo.

Negli anni dell’ultimo Concilio ecumenico (anni ’60) il sogno della chiesa era vedere i cristiani uniti. La preghiera dell’allora pontefice Giovanni XXIII era che si potesse fare un solo ovile sotto un unico pastore, Gesù Cristo.

La dichiarazione Nostra aetate, uno dei documenti del Concilio Vaticano II, ha creato i presupposti per un’unità tra cattolici e credenti di altre professioni di fede, un abbattimento dei muri e delle divisioni. Essa stabiliva che la chiesa cattolica dovesse instaurare e promuovere il dialogo interreligioso, perché in ogni religione c’è una parte di verità e la chiesa cattolica, da giudice si trasformasse in sorella.

«Non più schiavi, ma fratelli»: da queste parole, usate da papa Francesco per la 48esima giornata Mondiale della Pace, si può iniziare a cambiare la storia vivendola in termini di fratellanza.

L'intervento del sindaco Francesco Spina

L’intervento del sindaco Francesco Spina

«E’ bello che la nostra comunità si fermi a riflettere sulla pace a 360°, un valore che ritengo essere il fine ultimo verso cui essere protesi. Noi stessi, come politici, non siamo grandi testimoni di pace, dovremmo fare tutti un mea culpa. Il mio auspicio è che, come riportato nello statuto della città (Bisceglie è anche città della pace), possiamo perseguire nella quotidianità questo valore di radice cristiana» ha affermato il sindaco Francesco Spina intervenuto alla conversazione.

Sulla questione mediorientale, di cui siamo spettatori ogni giorno, Giovanni Ricchiuti non ha dubbi: «Non cadiamo nel tranello di credere che alla base ci sia un motivo religioso: un sentimento autenticamente religioso non può avere derive violente e se in passato è accaduto, oggi non può più succedere».

Presente alla serata anche il vicario episcopale don Franco Lorusso che, facendo riferimento alla rivista Mosaico di pace, pubblicata dalla sezione italiana di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace, pone l’accento su come si debba costruire la pace attraverso la riflessione, l’informazione, la decisione e la determinazione nel percorrerla. Essere costruttori di pace sulla scia della vita di don Tonino Bello del quale a giorni ricorrerà il 22esimo anniversario della scomparsa.




Attualità // Scritto da Alessia La Notte // 18 aprile 2015