Le amare verità sui minori di Paolo Crepet

Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 16 gennaio 2016

Le amare verità sui minori di Paolo Crepet

Lo pischiatra, sociologo e scrittore ospite del centro di ascolto della Fondazione DCL
Paolo Crepet

Paolo Crepet

 

La Fondazione DCL, ancora una volta, da “lezioni di aiuto”, di quello che dovrebbe essere il welfare ovunque. La liquida materia del “sociale”, purtroppo, in Italia fa invece acqua da tutte le parti.

Lo spiega, senza troppi giri di parole, anche lo scrittore, sociologo e psichiatra Paolo Crepet, nell’incontro “Minori protagonisti della complessa relazione famiglia-servizi”, organizzato dalla fondazione presieduta da Lucia Di Ceglie, presso il Centro di Ascolto DCL venerdì 15 gennaio.

Tanti i temi su cui l’insigne professionista, ha dato seri e spesso amari spunti di riflessione. Introdotto da un non meno impietoso saggio sul rapporto tra famiglie e assistenti sociali a cura della dott.ssa Anna Dell’Olio, ha parlato a braccio affrontando i nodi centrali di tutte le grandi questioni che affliggono l’universo genitoriale.

Ne è venuto fuori un carosello di errori con cui tutti i non addetti ai lavori sono soliti approcciarsi all’argomento “minori”, quasi sempre senza reali cognizioni di causa. Nell’immaginario collettivo, ad esempio, si fa coincidere idealmente i diritti dei bambini con l’amore nei loro confronti. «Ma la situazione è molto più complessa – ha spiegato Crepet al folto pubblico dell’evento, primo di una serie di incontri sul rapporto tra minori e società.- Vi siete mai chiesti – ha domandato – quanti dei casi di pedofilia siano reali e quanti costruiti per conflittualità che riguardano la spartizione tra marito e moglie di qualche benessere economico?»

IMG_0409Per Crepet assumere il volto di pedofilo e rovinarsi per sempre l’esistenza è mostruosamente facile in un’Italia che nei tribunali dei minori ricorre a periti non pagati, giovani e privi di esperienza. «Aggiungiamo il fatto che il perito dei periti, ovvero il magistrato, non ha in genere alcun tipo di formazione psicologica. In tutta la mia carriera, di magistrati competenti in materia, ne ho conosciuti solo due».

Stroncando il sistema delle adozioni, Crepet fa presente che i neo genitori, una volta completato il lungo iter per l’affidamento, vengono lasciati soli, anche di fronte al terribile banco di prova dell’adolescenza: a quello in cui il sogno dell’incontro magico tra i genitori che hanno scelto di diventare madre e padre di quel bimbo e non di un altro, si infrangono contro gli scogli dell’identità in costruzione del ragazzo. È per questo che ha scelto di creare delle “scuole di genitorialità” (ad oggi 38 in Italia, ma ancora nessuna in Puglia: ci penserà la DCL?). Polemico nei confronti della scuola, che ha confuso l’autorevolezza con l’autoritarismo e ha eliminato entrambi per far spazio al lassismo delle regole, Crepet crede che il sistema dell’istruzione nasconda tra le pieghe buona parte delle colpe  della crisi educativa in corso. Un fenomeno in morbosa espansione, che ha ricadute sociali estremamente preoccupanti. «La scuola che promuove la parità e non riconosce i meriti, è responsabile di un appiattimento dei valori. Reintrodurre la meritocrazia, vorrebbe dire invece fare in modo che ognuno impari a guadagnarsi il rispetto del prossimo. Semplicificare troppo la vita ai giovani, significa renderli più fragili».

Come non dargli ragione, semplicemente leggendo i dati dei rapporti su droga, alcool e adolescenza in Italia? Gli under 18 italiani sono nella “top ten” in Europa per consumo di tutte le sostanze proibite: alcol, sigarette, cannabis, “pasticche”, tranquillanti e sedativi.

Serena Ferrara

Chi è Serena Ferrara

Giornalista pubblicista dal 2005, pianista nella sua prima vita, dirige "La Diretta nuova" (oggi mensile cartaceo "Bisceglie in Diretta") dal 2008 e www.bisceglieindiretta.it dalla sua nascita. Impegnata nel volontariato, cameraman, si occupa anche di comunicazione istituzionale e di grafica




Attualità // Scritto da Serena Ferrara // 16 gennaio 2016