VIDEO | LBA 2015, l’abbraccio di Marcello Veneziani a piazza Duomo

Bisceglie festiva 2015 / Cultura / Libri nel borgo Antico // Scritto da La Redazione // 31 agosto 2015

VIDEO | LBA 2015, l’abbraccio di Marcello Veneziani a piazza Duomo


Lo scrittore biscegliese scalda il pubblico con la sua “Lettera agli italiani”

di Maria Santoliquido

Si spengono i riflettori sul Libri del Borgo Antico, suggestiva ed interessante vetrina ed opportunità tanto per gli autori locali tanto per quelli di rilievo nazionale. A calcare il palco di piazza Duomo, fra gli altri, Marcello Veneziani, attesissimo e gradito ospite.

Scrittore, giornalista professionista, autore poliedrico, le sue pubblicazioni hanno spaziato da saggi di storia delle idee, filosofia civile e cultura politica, che abbracciano temi della contemporaneità e del passato ed  investono l’Italia e l’Europa come la crisi del capitalismo, la globalizzazione, la nascita e l’evoluzione della cultura di destra, matrice del suo pensiero, a temi più intimistici e meditativi inerenti il destino e la ricerca del senso della vita, la felicità, il declino dei capisaldi della nostra identità culturale individuale e collettiva come la patria, la fede, la famiglia.

Moderato da un brillante e arguto Lino Patruno, Marcello Veneziani abbraccia i fratelli d’Italia, noi tutti quindi, innestandoci una buona dose di ottimismo, quella marcia in più  per ricostituire quel senso di co-appartenenza e di integrazione corroborato da quel patrimonio di creatività, ricchezza culturale, artistica, paesaggistica necessario per risalire la china dopo un periodo di grande sfiducia nel futuro del nostro paese.

Nelle intenzioni dell’ultima fatica letteraria dell’autore testare il “tasso di italianità degli italiani”, il desidero di fuggire o di restare, di sentirsi italiani per caso o per destino, come lo stesso Veneziani orgogliosamente si sente. E inizia allora l’excursus di quei mali che hanno contribuito a sfaldare l’italianità: la percezione di un’Italia che sta male, dice l’autore, affonda le sue radici in tempi remoti. 

Un momento della conversazione con Marcello Veneziani, Lino Patruno e Mauro Pedone dell'Associazione Borgo Antico

Un momento della conversazione con Marcello Veneziani, Lino Patruno e Mauro Pedone dell’Associazione Borgo Antico

«Stiamo vivendo le ascese e i declini propri di ogni società ma è da questo che bisogna ripartire. L’ottimismo nasce dalla disperazione. Dobbiamo recuperare la visione del futuro in un momento in cui siamo immersi nella dittatura del presente, il desiderio di fare politica vedendosi riconoscere i propri meriti. Uno dei mali che attanagliano l’Italia è proprio il come si accede al potere, detenuto da politici e burocrati non scelti per i loro meriti; abbiamo un premier che rappresenta solo una versione tecnologicamente avanzata di Berlusconi», sottolinea Veneziani.

I toni della conversazione si fanno più vivaci, con un linguaggio a tratti colorito. Si parla di tipologie di italiani o meglio, di “it-alieni”: nativi digitali, “ipocredenti”, “mooolto tatuati”. Italiani che vanno, che abbandonano il Belpaese e italiani che vengono o, meglio, immigrati e quindi “aspiranti” italiani. Per i primi la politica dovrebbe favorire il ritorno, con adeguate misure per valorizzare il valore aggiunto di un’esperienza fatta al nord o all’estero; per i secondi chi è al potere dovrebbe filtrare i flussi migratori e realizzare soluzioni di accoglienza più realistiche, che favoriscano una concreta integrazione.

E tra i panni sporchi di casa nostra anche il problema della desertificazione del Sud da parte dei giovani. Ma l’Italia del suo Sud «non può fare a meno e il Sud è il suo ventre ma deve trarre da sé stesso la sua forza vitale. Molti anziani d’Europa vorrebbero trascorrere l’ultima parte della loro vita in questa terra calda e ospitale e questo rimetterebbe in moto l’economia locale imprimendo nuova vitalità a quella che oggi sembra solo una location per girare le fiction».

Ciò che dovremmo rivalutare in definitiva, ci dice Veneziani, è il senso di appartenenza ad una comunità, ricca di grande storia e con un avvenire. Oggi che l’Italia «sembra diventata una collezione di casi personali anziché un paese coeso per la risoluzione di problematiche comuni».

Realizzare tutto questo non è impossibile, rimarca Veneziani: bisognerebbe solo «rovesciare la clessidra». Dopo ogni fine, c’è un nuovo inizio.

Intervista: Cristina Scarasciullo
Riprese e montaggio: Serena Ferrara

VIDEO | Marcello Veneziani a “Libri nel Borgo Antico”




Bisceglie festiva 2015 / Cultura / Libri nel borgo Antico // Scritto da La Redazione // 31 agosto 2015