L’autore di “ILVA football club” a Libri nel Borgo Antico

Libri nel borgo Antico // Scritto da Cristina Scarasciullo // 28 agosto 2016

L’autore di “ILVA football club” a Libri nel Borgo Antico

Il racconto del cambio epocale vissuto dalla città di Taranto dal punto di vista dei bambini

A prima vista può sembrare un libro di sport: in realtà è molto di più. Il romanzo scritto a quattro mani da Fulvio Colucci e Lorenzo D’Alò, edito da Kurumuny, è un’analisi sociale della città di Taranto in particolare del rione “Tamburi”, il quartiere a due passi dagli edifici dell’ILVA. Moderato da Vito Troilo,  Colucci ha intrattenuto il pubblico di via Frisari nella serata di sabato 27 agosto. È il racconto dello sport da un altro punto di vista, inteso come riscatto sociale. La copertina è emblematica da questo punto di vista: il calciatore con la maglia numero 9 ritratto in primo piano è Erasmo Iacovone, storico centravanti del Taranto negli anni ’70.

«Il nostro paese non affronta per tempo i problemi – ha commentato il giornalista della Gazzetta  – La questione della salute degli operai a Taranto è stato affrontata troppo tardi». L’autore ha spiegato quanto la costruzione della fabbrica dell’allora ITALSIDER ha rappresentato per Taranto un cambio epocale, rendendola una delle poche città industriali del meridione d’Italia. Di contro, i cittadini non erano consapevoli degli aspetti negativi che questo cambiamento portava con se: l’esigenza di una crescita economica e sociale ha avuto un grande impatto sui cittadini che hanno azzerato ogni tipo di prospettiva.

La storia, una biografia del coautore Lorenzo D’Alò, risulta essere un intreccio di personaggi realmente esistiti e vicende nate dalla penna dei due giornalisti: hanno raccontato la Taranto della fine degli anni Settanta con la consapevolezza di utilizzare un altro punto di vista, quello dei bambini che coltivano i loro sogni per il futuro. Questo aspetto è stato ben evidenziato nel corso del dibattito quando il moderatore ha fatto riferimento al passaggio del libro in cui il sindaco vieta ai bambini di giocare a calcio per strada, metafora della gioventù strappata ai suoi sogni. «I bambini però giocano nonostante il divieto – ha spiegato Colucci – e questo rappresenta un gesto di sfida sociale che i grandi non sempre colgono».

L’ultima domanda che è stata posta all’autore ha riguardato la città al giorno d’oggi: ha una possibilità di riscatto? «Spero di sì – ha risposto l’autore – ma questo avverrà solo se riusciremo a creare un’elaborazione sociale, magari anche attraverso lo sport, e grazie alla cultura. Sono necessarie scelte coraggiose per ridare dignità ad una città come Taranto».

Cristina Scarasciullo

Chi è Cristina Scarasciullo

Cristina Scarasciullo ha conseguito la maturità scientifica presso il liceo "Da Vinci" di Bisceglie, ed è iscritta alla facoltà di scienze della comunicazione presso l'università degli studi di Bari "Aldo Moro". Collaboratrice di Bisceglie in Diretta, coltiva il sogno di diventare una giornalista d'inchiesta fin da bambina. Il suo punto di riferimento è Giancarlo Siani.




Libri nel borgo Antico // Scritto da Cristina Scarasciullo // 28 agosto 2016